Flogging Molly – Recensione: Swagger / Drunken Lullabies

Sette pinte di Guinness al tavolo in fondo alla sala, una per ognuno dei componenti dei Flogging Molly, band che sotto alla carta d’identità a stelle e strisce nasconde un certificato di nascita verde come i prati della campagna irlandese. La gola è asciutta, beviamo quindi alla salute della Burning Heart che fa un piccolo regalo a noi e a tutti gli amanti della buona musica ristampando in nuova veste i due album della band, il recente ‘Drunken Lullabies’ e il debutto ‘Swagger’, datato 2000 e mai pubblicato in Europa fino ad ora.

L’alcol scorre già abbondante nelle vene e si da il via alle danze con ‘Salty Dog’, preludio ad un album che tra gighe, travolgenti canzoni da pub e momenti più malinconici, come la toccante ‘The Worst Day Since Yesterday’, scorre via come un bicchiere di whisky di quelli buoni… ecco, è già ora di ordinare un altro giro, perché a furia di cantare la gola è tornata a seccarsi. Prima di fare un salto di due anni in avanti nel tempo, per arrivare fino al già menzionato ‘Drunken Lullabies’, il gruppo ci regala una perla di rara follia quale è ‘Juan el Sentimental’ canzone dal vago sapore tirolese cantata in spagnolo (hmm, sarà mica colpa della Guinness?). Con il secondo lavoro in studio i Flogging Molly non cambiano di una virgola la propria proposta musicale, limitandosi ad affinare qualche piccola imperfezione e racchiudendo il proprio lavoro in un CD egregiamente prodotto (produzione ad opera di Steve Albini, famoso soprattutto per aver lavorato con gruppi del calibro dei Nirvana).

Ecco, sono arrivate le birre e riparte la musica…

Canzoni come la title-track e ‘Rebels of the Sacred Heart’ avranno su di voi lo stesso effetto di due dita infilate nella presa della corrente e vi trascineranno nuovamente sulla pista, minando una volta di più la salute del vostro già provato fisico. Anche qui, in un alternarsi vorticoso di emozioni, non mancherà l’occasione di mettere mano al fazzoletto per asciugare qualche lacrima ascoltando ‘If I ever leave this world alive’, ‘Death valley queen’ e la conclusiva ‘The son never shines’. Folk celtico arricchito con maestria da dosi sempre misurate di punk, ecco in parole povere la ricetta vincente dei Flogging Molly, una cosa già fatta da gruppi come Pogues e in parte Dropkick Murphys, ma qui siamo su ben altri livelli, ignorare questi due album dovrebbe essere considerato reato. Ancora un ultimo giro di birra per Dave King e soci, poi tutti a casa a riposare, in attesa della prossima festa prevista per la primavera dell’anno che verrà.

Voto recensore
8
Etichetta: Burning Heart / Self

Anno: 2003

Tracklist: SWAGGER:
1. Salty Dog
2. Selfish Man
3. The Worst Day Since Yesterday
4. Every Dog Has Its Day
5. Life In A Tenement Square
6. The Ol'Beggars Bush
7. The Likes OF You Again
8. Black Friday Rule
9. Grace Of God Go I
10. Devil's Dance Floor
11. These Exiled Years
12. Juan El Sentimental
13. Far Away Boys

DRUNKEN LULLABIES:
1. Drunken Lullabies
2. What's Left Of The Flag
3. May The Living Be Dead
4. If I Ever Leave This World Alive
5. The Kilburn High Road
6. Rebels Of The Sacred Heart
7. Swagger
8. Cruel Mistress
9. Death Valley Queen
10. Another Bag Of Bricks
11. The Rare Ould Times
12. The Son Never Shines

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login