Solstafir – Recensione: Svartir Sandar

Per chi ancora non li conoscesse, i Sólstafir sono un valido quanto particolare gruppo metal islandese.
Terra di forti contrasti, fra il gelo dei ghiacciai e il calore dei vulcani, questo affascinante paese ha dato i natali a band, magari non numerose come nel resto del grande nord, ma sempre alquanto interessanti (Björk, Mínus, Múm, per fare giusto tre nomi noti).

Partiti come un ensemble viking black (“Í Blóði og Anda”, 2002) i Sólstafir si sono presto indirizzati verso un personalissimo psychedelic rock/metal, che incorpora in se stesso elementi vicini allo stoner, aperture quasi ambient e momenti ancora solidamente metallici.

Un impasto sonoro molto ricco, che nel nuovo “Svartir Sandar”, primo album interamente nell’idioma natio, lo diventa ancor di più, grazie a una proposta che si dipana in 2 cd, ospitanti sei pezzi ciascuno, per un discorso musicale ampio e variegato.

Rispetto ai precedenti “Masterpiece of Bitterness” (2005) e “Köld” (2009), il quartetto di Reykjavik spinge ancor di più il piede sull’acceleratore della libera sperimentazione e commistione stilistica, presentando un’opera affascinante e pregna della forza dirompente e magica degli elementi naturali.

L’inizio è affidato a “Ljós í Stormi”, lunga composizione di impostazione principalmente strumentale, con la quale il disco presenta, in un crescendo d’intensità, le sue caratteristiche principali. “Fjara” gioca tutto sul piano della melodia, mentre su “Þín Orð” sono protagoniste le vocals di Aðalbjörn Tryggvason, un ipotetico ibrido fra uno screamer hardcore e un sommesso Thom Yorke.

Il primo disco appare quello complessivamente più atmosferico e disteso, mentre nel secondo il tasso di epicità e il groove aumentano esponenzialmente, passando dalle note liquide ed evocative di “Melrakkablús” ai riffoni della title-track.

Prestazione musicale della band di alto livello, così come la cura per la realizzazione tecnica, che da vita a suoni caldi e profondi. Un album completo e a tratti complesso, che necessita di qualche ascolto per essere metabolizzato a dovere, ma che proprio per questo motivo mantiene un livello di freschezza e longevità davvero elevato.

Da citare inoltre l’edizione speciale limitata, che, oltre ai due cd in digipack, presenta una t-shirt, un set di 4 shottini e una vaschetta per cubetti di ghiaccio, il tutto decorato con logo e artwork del disco, per bere alla salute di questi quattro islandesi, augurandogli di trovare finalmente lo spazio e i riconoscimenti che meritano.

Voto recensore
8
Etichetta: Season of Mist

Anno: 2011

Tracklist:
Disc 1
1. Ljós í Stormi 11:35  
2. Fjara 06:39  
3. Þín Orð 06:20  
4. Sjúki Skugginn 05:07  
5. Æra 04:53  
6. Kukl 05:08  
Disc 2
1. Melrakkablús 09:58  
2. Draumfari 03:40  
3. Stinningskaldi 01:15  
4. Stormfari 03:37  
5. Svartir Sandar 08:21  
6. Djákninn 10:51  

Sito Web: http://www.solstafir.net/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login