Surgical Meth Machine – Recensione: Surgical Meth Machine

Al Jourgensen, prolifico deus ex machina dietro a Ministry, Revolting Cocks, 1000 Homo Dj’s e Lard (questi ultimi con Jello Biafra), torna sul mercato con il nuovo progetto Surgical Meth Machine, suggellato da questo omonimo album pubblicato sotto la egida della Nuclear Blast Records: un lavoro registrato nello studio casalingo del poliedrico musicista a Burbank, in California, insieme all’ingegnere del suono Sam D’Ambruoso, amico di lunga data, e fortemente influenzato da alcool (nella prima parte) e da droghe “fumose” (nella parte conclusiva della tracklist).

Chi conosce le incarnazioni precedenti dello zio Al sa già cosa aspettarsi: un centrifugato di chitarroni pesanti su batterie marziali, ipercinetiche e ossessive, combinate con campionamenti e alienazioni varie. L’opener “I’m Sensitive” è già un oscuro presagio delle mazzate che verranno tirate al malcapitato ascoltatore lungo queste dodici stazioni di rifornimento di violenza e follia: è con “Tragic ALert”, però, che si comincia a fare sul serio e a tornare ai fasti del passato, col suono industrial metal bastardo e malato, marchio di fabbrica dell’autore.

“I Want More” ha un riff iniziale che ricorda gli Slayer e potrà essere molto appetibile a chi è più abituato al death metal che ai suoni ibridi e grazie a “Rich People Problems” e al suo assolo pirotecnico si riesce ad arrivare a un ottimo compromesso fra l’estro compositivo, l’anarchia in musica e una forma canzone più definita e classicamente intesa: la ritmica sincopata martellante di “I Don’t Wanna” e la preponderante techno di “Smash And Grab” sono le avvisaglie per la canzone profeticamente intitolata “Unlistenable”, mix corrosivo di stop, loop, pattern impazziti e mozzati che si rincorrono.

“Gates Of Steel” e “Spudnik” sembrano uscite dalla colonna sonora di qualche videogioco, anche se il riff della prima è di estrazione punk e riesce a dare un altro tono al brano: i tre pezzi finali sono più elettronici e tendenti a certe movenze jungle (“Just Go Home” e “Just Keep Going”) e chiudono questo “Surgical Meth Machine” con un finale particolarissimo (“I’m Invisible”), quasi una musica per titoli di coda per un circo industrial gothic, cosa che in fondo può ben rappresentare l’universo di Al Jourgensen.

Un lavoro volutamente anarchico, caustico, disturbante e con un’attitudine punk nel testo e nel trattare la materia sonora: di sicuro destinato alle menti più aperte ma in grado di regalare soddisfazioni per chi è in cerca di un sound particolare, ossessivo e al di fuori da ogni logica precostituita, ideale per liberarsi da ogni freno.

Surgical Meth Machine

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. I’m Sensitive 02. Tragic ALert 03. I Want More 04. Rich People Problems 05. I Don’t Wanna 06. Smash And Grab 07. Unlistenable 08. Gates Of Steel 09. Spudnik 10. Just Go Home 11. Just Keep Going 12. I’m Invisible
Sito Web: http://www.nuclearblast.de/surgicalmethmachine

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