Hatebreed – Recensione: Supremacy

Per tutti quelli che credevano che il precedente ‘The Rise Of Brutality’ fosse il chiaro segno di un’evidente, e forse irreversibile, marcia indietro a livello qualitativo nella proposta degli Hatebreed, il nuovo ‘Supremacy’ deve suonare parecchio fastidioso.

Infatti, pur non aggiungendo niente di drasticamente nuovo al suono tipicamente metalcore del quintetto (niente voci pulite o intervalli elettronici, ad esempio), ‘Supremacy’ ci mette di fronte ad una band perfettamente conscia delle proprie possibilità e, soprattutto, dei propri limiti. Niente assalti frontali ripetuti e reiterati ad oltranza, ma un’inedita varietà ritmica che sembra nascere proprio da un attento ed intelligente esame degli errori passati.

Le novità passano tutte da un’altra parte, e anche abbastanza lontano, ma è veramente difficile resistere all’opener ‘Defeatist’ o a ‘Destroy Everything’, dove la semplicità e l’immediatezza sono le parole d’ordine in brani che mescolano sapientemente suoni moderni a ritmiche della New York più (Agnostic S)sfrontata. È proprio un ritorno a certi rallentamenti hardcore ottantiani, forse, l’elemento di vera novità di questo disco: a posteriori una scelta decisamente oculata, visto che, se sul lato dell’approccio frontale gli Hatebreed potevano vantare pochi rivali, su quello della varietà iniziavano a mostrare pericolosamente il fianco a colleghi più attenti alle mutate e mutevoli esigenze degli ascoltatori.

Intelligenti sì, ma anche dannatamente bravi.

Voto recensore
8
Etichetta: Roadrunner / Universal

Anno: 2006

Tracklist:

02. Horrors Of Self

03. Mind Over All

04. To The Threshold

05. Give Wings To My Triumph

06. Destroy Everything

07. Divine Judgement

08. Immortal Enemies

09. The Most Truth

10. Never Let It Die

11. Spitting Venom

12. As Diehard As They Come


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