Ninefold – Recensione: Superstar

Oltre alla passione per i Tool, che ha segnato profondamente lo splendido esordio di ‘Motel’, i nostrani Ninefold scoprono di avere anche altre frecce al proprio arco. E tutto estremamente appuntite.

Emergono sprazzi maggiormente melodici, ma anche partiture che richiamano a quel post-hardcore che va tanto per la maggiore da entrambe le parti dell’oceano. Un misto di tristezza Radiohead-iana, di progressive à la Mars Volta (senza la loro prolissa supponenza, per fortuna) e di istinto pop dei Cave In danno vita ad un lavoro ancora una volta sopra la righe, figlio di una cultura variegata in cui comunque rimane sempre vivo l’istinto personale della band.

Istinto, classe e tecnica. Gli elementi che accomunano il Ninefold-sound e che si assommano perfettamente nella prova del cantante Alessandro Crispino, il cui timbro personale innervora tutto il lavoro.

Quando poi appaiono anche reminiscenze latino americane in ‘Opium Cocktail’ si capisce che ci si trova di fronte ad un gruppo che non ha paura di rifuggire dalle proprie origine, omaggiate comunque a piu’ riprese a partire da ‘The Dwarves Tie’, ma che cerca comunque di spostare continuamente, a volte forse anche troppo, le coordinate del proprio suono.

Consigliato ai coraggiosi.

Voto recensore
7
Etichetta: Casket Music

Anno: 2006

Tracklist: 01. Xray Camera
02. Goodbye Konig
03. Toasted
04. The Dwarves Tie
05. Empty Coke Can
06. Opium Cocktail
07. Space Nipples
08. Love Coupon
09. Empty Box
10. Eldorado (Legend Of The Golden Ninja)
11. Rock B

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