Supersonic Blues Machine – Recensione: West Of Flushing, South Of Frisco

Nomi importanti si rincorrono uno dopo l’altro sul disco d’esordio dei Supersonic Blues Machine, un nuovo progetto musicale le cui basi sono state gettate nel 2012 ad opera di Lance Lopez e di Fabrizio Grossi, un musicista di grandissimo valore che ormai da anni vive e lavora negli Stati Uniti. Certo, occuparsi di blues vivendo negli USA ti dà un po’ di vantaggio: prima di tutto ti permette di interagire più facilmente con musicisti del settore che hanno fatto la storia del genere, ma soprattutto ti consente in un certo senso di respirarne l’aria, di capire più direttamente, sulla propria pelle, che cosa voglia dire dedicarsi a questo genere. Potrebbe essere anche per questo che “West Of Flushing, South Of Frisco” non è un album autoreferenziale, scritto da gente che sa suonare bene, sa di saperlo fare e vuole solo mettersi in mostra. Il disco d’esordio di questo progetto contiene una grande varietà di brani che oscillano tra la lenta sofferenza espressa in “Let It Be” e “Can’t Takr It No More” e gli euforici ritornelli di “Bone Bucket Blues“, passando per i cori con richiami soul di “I Ain’t Falling Again” e i ritmi tendenti al funky di “Watchagonnado“.

Un contributo molto prezioso alla buona riuscita del disco è inoltre dato dagli ospiti speciali che lo affollano; si tratta di nomi molto noti, come quello del prodigioso chitarrista Robben Ford, o quello del miracolato Walter Trout (chitarrista blues che nel 2014 era stato dato per spacciato a causa di una grave epatite e che oggi, grazie a un trapianto, è più in forma che mai), per non parlare della presenza di Billy Gibbons, il cui sound inconfondibile fa da pilastro a sostegno di un brano già solido come “Running Whiskey“. Senza la loro presenza, questo disco perderebbe una parte vitale del proprio spirito, nato con l’intento non tanto di far vedere da parte dei suoi autori quanto possano essere bravi a suonare del blues, quanto di far rivivere il suo spirito più autentico, con un sound che guarda al passato e cerca di realizzare una musica densa di emozioni positive e negative. Sta poi all’ascoltatore giudicare se questo obiettivo sia stato raggiunto e se i brani dei Supersonic Blues Machine abbiano questo tipo di effetto.

SuperSonicBluesMachine - West Of Flushing

Voto recensore
7,5
Etichetta: Mascot Label Group

Anno: 2016

Tracklist: 01. Miracle Man 02. I Ain’t Fallin’ Again 03. Running Whiskey (feat. Billy F. Gibbons) 04. Remedy (feat. Warren Haynes) 05. Bone Bucket Blues 06. Let It Be 07. That’s My Way (feat. Chris Duarte) 08. Ain’t No Love (In The Heart Of The City) 09. Nightmares And Dreams (feat. Eric Gales) 10. Can’t Take It No More (feat. Walter Trout) 11. Whiskey Time (Running Whiskey’s extended ending) 12. Let’s Call It A Day (feat. Robben Ford) 13. Watchagonnado
Sito Web: https://www.facebook.com/SupersonicBluesMachine/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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