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Supersonic Blues Machine – Recensione: Californisoul

Il secondo lavoro dei Supersonic Blues Machine, formazione ideata da Lance Lopez e dall’italiano Fabrizio Grossi alcuni anni fa negli Stati Uniti, ha di sicuro diverse connessioni con il precedente West Of Flushing, South Of Frisco” (la recensione), e allo stesso tempo si spinge in avanti segnando una valida evoluzione nel sound del gruppo.
I richiami al primo lavoro si trovano, ad esempio, nella presenza nel suo titolo di un luogo come la California, Stato che, per tanti motivi, probabilmente non assoceremmo al blues tradizionale, e soprattutto per i numerosi ospiti speciali che impreziosiscono brani diversi. Quasi tutti, ad esempio Walter Trout, Robben Ford e Billy Gibbons, erano già presenti in “West Of…”., ma si aggiunge l’illustre presenza di Steve Lukather, tutti nomi che gli amanti del rock, indipendentemente dalle sue sfaccettature, conoscono molto bene. La novità principale è invece l’aggiunta, alle tipiche sonorità blues già caratterizzanti il lavoro precedenti, di altrettante sonorità legate al soul, che si isprimono principalmente con melodie meno malinconiche del solito, un uso sapiente dei cori e ritmiche che potrebbero ricordare più Stevie Wonder che un gruppo blues. “Californisoul” non è, insomma, il classico disco blues e necessita forse di un pochino di apertura mentale in più per non essere liquidato semplicemente come “troppo leggero” da un appassionato di metal.
Il lavoro merita tuttavia attenzione, oltre che per gli ospiti già citati, per il modo in cui il verbo del blues viene declinato dai Supersonic Blues Machine e, ultimo ma non ultimo, per la grande raffinatezza dei brani presenti, nessuno escluso, e per l’eccezionale abilità dei suoi musicisti. I riferimenti al blues più ciassico sono evidenti principalmente in “Somebody’s Fool“, in “Hard Times” e nella delicata “What’s Wrong“, mentre “The One” e “The Stranger” rimandano, appunto, al soul. C’è poi una sorta di circolarità nell’album, considerato che “I Am Done Missing” e “This Is Love“, rispettivsmente brano di apertura e di chiusura del full length, sono basati sullo stesso riff di chitarra e sulle stesse parti corali. Nonostante quindi non si tratti di un lavoro “canonico”, anche il secondo lavoro dei Supersonic Blues Machine è denso di contenuti interessanti e merita un ascolto attento.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Mascot Label Group

Anno: 2017

Tracklist: 01.I Am Done Missing You

02.Somebody’s Fool (ft. Robben Ford)

03.L.O.V.E.

04.Broken Heart (ft. Billy Gibbons)

05.Bad Boys

06.Elevate (ft. Eric Gales)

07.The One

08.Hard Times (ft. Steve Lukather)

09.Cry

10.Stranger

11.What’s Wrong (ft. Walter Trout)

12.Thank You

13.This Is Love
Sito Web: https://www.facebook.com/SupersonicBluesMachine/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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