Supersuckers – Recensione: Suck It

Se non vi piacciono i Supersuckers allora non vi piace il rock n’ roll, bastano queste poche parole dette dal mitico Lemmy Kilmister dei Motorhead per riassumere brevemente l’essenza della formazione di Tuscson. Una band quella dei Supersuckers che si è formata nel lontano 1988 con il monicker di The Black Supersuckers abbreviato successivamente in quello corrente e che in tempi non sospetti si trasferisce a Seattle dove riesce a catturare l’attenzione della mitica Sub Pop che pubblica l’album di debutto “Smoke Of Hell”. Inizialmente la band propone un sound più diretto e crudo, un punk molto grezzo ed in your face che nel corso degli anni subisce varie contaminazioni fino ad avvicinarsi molto anche a sonorità prettamente country che sono ampiamente riscontrabili nel precedente lavoro “Holdin’ The Bag” del 2016. 

Tre anni fa il leader e bassista della band Eddie Spaghetti subisce un brutto incidente automobilistico con il suo suv mentre si trova in viaggio con moglie e figli e a distanza di poco tempo gli viene diagnosticato un cancro alla gola che lo prova molto fisicamente, ma non nello spirito, in quanto tutto questo gli permette di riversare in musica i suoi sentimenti e le sensazioni esorcizzando così un periodo molto difficile e doloroso della sua vita. 

In questo nuovo lavoro il gruppo fa un parziale ritorno alle origini ad un sound più primordiale accantonando in parte le reminiscenze country che avevano fatto storcere il naso ai puristi di lunga data a partire dall’opener “All Of The Time” che profuma a piene mani di Motorhead in un brano che preme sull’acceleratore dall’inizio alla fine e che prosegue la sua folle corsa con la successiva più sorniona, ruffiana e auto celebrativa “The History Of Rock N Roll”. “Dead Inside” inizia con la frase “Everything happens for a reason, what  a stupid thing to say!”, ovviamente una traccia autobiografica che si ispira ai recenti problemi di salute del frontman e che nella sua cruda semplicità conquista dal primo ascolto. “Breakin’ My Balls” è rock n’ roll all’ennesima potenza, spavaldo e dal groove micidiale, mentre “Worst Thing Ever” è una electric ballad più classica che si  lascia ascoltare piacevolmente a cui segue l’irrefrenabile e velocissima “What’s Up With This MF’N Thing”, brano di meno di due minuti di durata che travolge, spazza via tutto, ma lascia ampiamente soddisfatti.

Il passato che lega la band al country riemerge brevemente nella bluesy “Cold Wet Wind”, ma niente paura il rock terremotante di “Till I Die” rimette subito le carte in regola fino ad arrivare ad uno dei pezzi forti di questo dischetto :“Private Parking Lot” in cui si può respirare l’aria fumosa di qualche bettola di periferia americana, dove il bourbon scorre a fiumi e un pianoforte indiavolato accompagna un rock n’ roll viscerale che entra subito in circolo. Alla casinista e festaiola “Beer Drinkers & Hell Raisers” spetta il compito di chiudere questo “Suck It”, un lavoro riuscito che ha riportato i Supersuckers sulla retta via e che sicuramente non deluderà i fan.

Voto recensore
7
Etichetta: Steamhammer/SPV

Anno: 2018

Tracklist: 01. All Of The Time 02. The History Of Rock N Roll 03. Dead Inside 04. Breakin’ My Balls 05. Worst Thing Ever 06. What’s Up With This MF’N Thing 07. Cold Wet Wind 08. Till I Die 09. Private Parking Lot 10. Beer Drinkers & Hell Raisers
Sito Web: http://supersuckers.com

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login