Sunstorm – Recensione: Edge Of Tomorrow

La notizia che Joe Lynn Turner avrebbe pubblicato un nuovo lavoro con i suoi Sunstorm non è una di quelle che passano inosservate, ma neppure un’occasione per gridare al miracolo. Diciamo che è scontato prevedere quali saranno i contenuti principali di “Edge Of Tomorrow” già a scatola chiusa, e che basta leggere i nomi dei musicisti che accompagnano l’ex Rainbow per accorgersi che una cosa che non mancherà sarà la qualità artistica. In effetti, tutti i brani del nuovo lavoro targato Sunstorm (il quarto, per la cronaca, nella discografia del gruppo) portano impressi il sigillo indelebile di un hard rock melodico contraddistinto dalla voce di Turner e anche dalle buone parti strumentali. Non potrebbe essere diversamente, considerando che alle tastiere troviamo un compositore ed esecutore d’eccezione come Alessandro Del Vecchio, accompagnato alla chitarra (strumento che ha molto spazio in tutto il disco) da Simone Mularoni e da altri musicisti di alto livello.

Premesso questo, i brani di “Edge Of Tomorrow” hanno un dinamismo interessante, e anche se non aggiungono quasi niente a quello che Turner ha già atto nella sua lunga e produttiva carriera, si ascoltano piacevolmente più volte. Il lavoro si apre bene, con la vivace “Don’t Walk Away From A Goodbye“, dimostrando fin da subito che ci sarà poco spazio per le ballad (escluse quasi completamente dal lotto delle tracce) a favore di ritmi sostenuti, parti strumentali ad effetto e generose spruzzate di cori ovunque. Buono anche il riff di chitarra che accompagna “Tangled In Blue“, con “Everything You’ve Got” che si candida ad essere la traccia migliore di tutto l’album. Interessante anche la title track, mentre l’unica eccezione al “divieto” di ballad (anche se è un’eccezione solo parziale) è in “The Darkness Of This Dawn“, brano dai contenuti più malinconici degli altri, che invece sono improntati su messaggi positivi e di speranza. La voce di Joe Lynn Turner è impeccabile in ogni situazione, ma in certi momenti sembra relegata in secondo piano rispetto agli strumenti, ed è un po’ meno straordinaria e un po’ meno carismatica di quanto sentito nelle pubblicazioni precedenti. Il lavoro è interessante e di sicuro merita più di un ascolto, ma sembra mancare quel qualcosa in più, quel piccolissimo passo in avanti, che avrebbe potuto costituire davvero la differenza in un disco con personaggi del calibro di quelli già citati; il giudizio è positivo, ma c’è anche il sentore di una mezza occasione mancata.

Sunstorm - Edge of Tomorrow

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers Music Srl

Anno: 2016

Tracklist: 01. Don’t Walk Away From A Goodbye 02. Edge Of Tomorrow 03. Nothing Left To Say 04. Heart Of The Storm 05. The Sound Of Goodbye 06. The Darkness Of This Dawn 07. You Hold Me Down 08. Angel Eyes 09. Everything You’ve Got 10. Tangled In Blue 11. Burning Fire
Sito Web: https://www.facebook.com/joelynnturnerofficial/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. paul VH

    Disco sufficiente …. ma Turner rischia di annoiare se non trova una sua collocazione precisa con una vera e propria band.

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  2. Giulio B

    Premetto che darei il voto dei Phantom 5 a questo “Edge of Tomorrow”.
    Dopo 3 ottiimi album, questa 4° fatica dei Sunstorm mi spiazza in negativo.
    Rispetto al passato il sound è diventato più duro e le canzoni, in parte, sono lunghe, diventando quasi noiose; in generale trovo molti bassi e rarissimi acuti a livello di phatos ed idee. Pure le ballads sono anonime.
    JLT & co. Avete steccato: delusione!
    Voto 5 (appunto)

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  3. Riccardo Manazza

    Sarà che è un po’ più hard, ma a me piace più questo di quello prima, che invece mi passava via liscio senza lasciar traccia. Per me un 7 ci sta.

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  4. DAVIDE

    Disco da ascoltare dalla prima all’ultima canzone, a me piace anche perchè è più rockeggiante

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