Theatres Des Vampires – Recensione: Suicide Vampire

C’è del buono in questo nuovo, quarto lavoro dei romani Thetres des Vampires, il terzo (se si conta anche il mini-CD di celebrazione al conte Dracula – personaggio più famoso di Marylin Monroe, ormai) per l’inglese Blackend records, labels prestigiosa e di assoluto rispetto. La musica proposta è oramai nota, inquadrato il filone i nostri connazionali hanno cercato di migliorare la qualità delle loro canzoni senza divagare più di tanto, il risultato è oggi questo ” Suicide Vampire” che, pur partendo leggermente in sordina, con due pezzi sì godibili ma non del tutto coinvolgenti, migliora man mano che l’ ascolto va avanti, sin dal terzo brano “Le danse macabre du Vampire”, procedendo per quello che è il vero capolavoro del disco “Queen of the Damned”, brano nostalgico e sognante dall’atmosfera crepuscolare e dalla melodia talvolta struggente oltretutto cantato con grande espressività, fino al termine del disco. Molto meno teatrali di quanto si pensi, io ritengo che l’impostazione di questo nuovo lavoro sia stata azzeccata laddove si è puntato più sul romanticismo e sull’ abilità di evocare atmosfere notturne ed intimistiche. Non si troveranno mai velocità esasperate, né chitarre sparatissime: la musica dei Theatres des Vampires poggia le sue basi su tastiere che talvolta ricordano gli interludi di “The Principle of Evil Made Flesh” dei Cradle of Filth, unico punto di contatto reale tra i romani ed i vampiri albionici; in effetti, sbaglia chi li considera una sorta di Cradle of Filth italiani, essendo la loro musica più articolata a livello di arrangiamento ma decisamente meno impostata sulle chitarre, relegate a ruolo di sezione ritmica e basta, con pochissime divagazioni, per tacere del fatto che la voce è molto meno esasperata. Ciononostante, appare evidente che il pubblico a cui si rivolge quest’ opera ascolta principalmente black metal, o quanto meno gothic, perché stento a credere che un fruitore di metal classico possa trovare qualcosa d’interessante in un genere come questo. Organi, violini, voci femminili, cori e sovrapposizioni vocali, c’è tutto quanto può fare felice un fan della musica adatta senza problemi a costituire la colonna sonora per un film dell’orrore (in cui siano presenti dei vampiri, ovviamente), garantendo un gradito periodo d’ascolto. Una considerazione finale: mi piacerebbe vedere che effetto farebbe la loro musica suonata in una chiesa! Tutto l’album ha un non so che di liturgico, di rituale…a volte, veramente affascinante.

Voto recensore
7
Etichetta: Blackend / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: Theatre of Horrors/ Lilith Mater Inferorum/ La Danse Macabre Du Vampire/ Queen of the Damned/ Bloodlust/ Tenebra dentro/ Suicide Vampire/ Il Vampiro/ Bonus tracks: Der Makabre tanz des Vampire (german extended version)/ Enthrone the Dark Angel 2002

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