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Suffocation – Recensione: …Of The Dark Light

I Suffocation racchiudono tutti i pregi e i limiti di un genere come il death metal odierno. Senza mollare mai un colpo i nostri continuano infatti imperterriti a produrre il loro vorticoso e tecnicissimo sound, basato su complicati incastri ritmici e un riffing sempre in movimento. Ascoltarli arreca la stessa soddisfazione che da risolvere una complicata operazione matematica, ma alla lunga c’è anche da ammettere che un pochino si rischia di annoiarsi, soprattutto perché altri quattro anni sono passati, la band ha due nuovi membri (vale a dire il chitarrista Charlie Errigo e il batterista Eric Morotti), ma di segni di evoluzione neanche l’ombra.

Da un alto poco male, vista la qualità con cui si apre la collezione. “Clarity Through Deprivation” ha in sé tutto il classico suono dei Suffocation, dall’attacco subito velocissimo, agli stacchi ipertecnici, fino ad un refrain sparato in sottofondo ad massiccio breakdown, estremamente incisivo, che ricorda a tutti che ad inventare certe soluzioni non sono certo state le recenti leve dedite al deathcore. Un pezzone, senza discussione, anche se molto in linea con quanto già ben noto a proposito del gruppo.

Non diverso il discorso per i brani seguenti, con “The Warmth Within The Dark” che ci va giù bello secca e non risparmia violenza, ma concede talmente poco alla melodia da risultare anche un mattone, pesantissima da digerire, mentre “Your Last Breaths” si apre almeno bene nella seconda parte, grazie ad un assolo piazzato con sapienza, ma non di discosta comunque neanche lui dallo schema classico. Un brano come “Return To The Abyss” riesce invece ad essere più scorrevole, grazie ad un assalto che non ha certo nulla di originale, ma rimane un minimo più diretto e coinvolgente.

Negli altri brani tutto gira più o meno allo stesso modo, con da segnalare soprattutto gli stacchi anomali di “Caught Between Two Worlds”, che spezzano in modo inaspettato il classico incedere groovy con grattugia su tempi ritmici folli. Al momento il nostro brano preferito del lotto. Ottimi anche gli inserti solisti e l’andamento schiacciasassi della title track, ma per farci respirare un po’ deve arrivare l’approccio al riffing giusto un minimo più classico, dissonanze nella parte centrale a parte, della finale “Epitaph Of The Credulous”.

Non c’è nulla che si possa anche solo pensare di criticare in un lavoro dei Suffocation: per come loro intendono la musica è oggettivamente difficilissimo immaginarsi di meglio. Solo sono ormai molti anni che bene o male il genere vive di dischi formalmente perfetti, su cui c’è poco da aggiungere alle tante parole già dette in passato, e forse qualcosa di più coraggioso dal punto di vista della sperimentazione sarebbe bello poterlo ascoltare. Soprattutto da band con doti stratosferiche come quella di cui si parla qui.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Clarity Through Deprivation 02. The Warmth Within The Dark 03. Your Last Breaths 04. Return To The Abyss 05. The Violation 06. Of The Dark Light 07. Some Things Should Be Left Alone 08. Caught Between Two Worlds 09. Epitaph Of The Credulous

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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