Apollyon Sun – Recensione: Sub

Morbosa. Ecco come si potrebbe definire la musica degli Apollyon Sun: un continuo alternarsi di riff malefici nati da chitarre ultra distorte, loop campionati, samples glaciali e tastiere che tessono atmosfere oblique e malate. E sopra questo tappeto sonoro, la voce filtrata e lasciva di Tom Gabriel Fisher, uno che di sperimentazioni ed atmosfere ambigue se ne intende (chi ha detto Celtic Frost?). Non è facile entrare nelle pieghe dell’album e capire subito dove si vuole andare a parare, servono diversi ascolti prima di riuscire ad assimilare gli stacchi improvvisi dell’ottima ‘Reefer Boy’, dove si alternano arpeggi oscuri, sintetizzatori quasi ambient e riff pesantissimi, della diretta e potente ‘Feeder’ che ricorda molto i Fear Factory o i Pitchshifter più sperimentali in certi passaggi, o ancora dell’ipnotica ed irresistibile ‘Naked Underground’. Un album coraggioso e che guarda avanti anche quando non rischia più di tanto (‘Slender’ è la ballad che molti gruppi gothic vorrebbero riuscire a comporre, dove chitarre ed orchestrazioni si fondono alla perfezione), che percorre senza esitazioni una strada che altri avevano solo indicato e non hanno avuto il coraggio di seguire – mi riferisco di nuovo ai Fear Factory. Peccato solo che non tutti i brani siano all’altezza e a volte si perdano in fronzoli eccessivi che non portano da nessuna parte: l’;opener ‘Dweller’ ad esempio non raggiunge l’intesità dei brani successivi e lo stesso dicasi per la conclusiva ‘Concrete Satan’. Volete sapere come potrebbe suonare un album metal del futuro? Tom G. Fisher ve ne offre un esempio. R u morbid enough?

Voto recensore
7
Etichetta: Mayan Records/Edel

Anno: 2000

Tracklist: Tracklist: Dweller (Subhuman Remix) / Reefer Boy (John Fryer Remix) / Feeder / Messiah (Second Coming) / Naked Underground / Slender / Human III / R.U.M. / Mother Displaced / Concrete Satan

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