Stuck Mojo – Recensione: Here Come The Infidels

Dal 1995 i Stuck Mojo sono stati fra i pionieri di quello che una volta si chiamava crossover, il genere dove metal, cantato rap, giri più funky e irruenza convivevano insieme (ciò che dopo è diventato, evolvendosi, alternative metal): è credibile, vent’anni dopo, pubblicare un album che richiama i fasti passati, a distanza di 8 anni dall’ultima prova? La risposta è sì, e non può essere altra dopo aver ascoltato questo “Here Come The Infidels”, nuova prova del combo di Atlanta che, con l’inserimento del nuovo cantante Robby J. e del bassista Lenwood Sonnier ad accompagnare i veterani Rich Ward (chitarra e voce) e Frank Fontsere (batteria) pubblica su Napalm Records questi 11 nuovi brani.

L’inizio è al fulmicotone, con la title-track in stile hardcore New York, caratterizzata da un bridge melodico, dal cantato rappato che si alterna a parti rabbiose esplicitate anche dall’assolo; se “Rape Whistle” richiama il vecchio caro stile con la sei corde ben in evidenza, “Charles Bronson” è una vera e propria bomba, un pezzo cadenzato con un groove pazzesco in cui il cantato si fa anche melodico e fornito di un ritornello che può far saltare più di un dance floor alternativo.

“The Business Of Hate” dimostra ulteriormente la capacità degli Stuck Mojo di trovarsi a proprio agio fra atmosfere più tirate, ritornelli rallentati e vocals che riescono ad esprimere mood diversi a seconda del registro usato (cosa non da tutti); il gruppo riesce a destreggiarsi con materiale più melodico ed accattivante a 360 gradi come in “Verbal Combat” (l’assolo con l’organo in sottofondo) e la radiofonica “Destroyer”, con le sue atmosfere più rarefatte e in cui le chitarre prendono il sopravvento solo a sprazzi. Un andamento rockeggiante in maniera classica sorprende l’ascoltatore in “Fire Me”, insieme alla prova superba del basso, e il funky strisciante sotto la pelle di “Tamborine” riuscirebbe a far smuovere chiunque prima della degna chiusura dell’album affidata a “Blasphemy”, introdotta da accordi puliti e voce.

Un ottimo album per gli Stuck Mojo che riescono nella difficile impresa di riprendere un genere considerato a volte troppo “party”: credibili, gradevoli e decisamente al di sopra della media, veterani che riescono ancora a dire la loro a discapito del tempo che passa.

Stuck Mojo - Here Come The Infidels

 

Voto recensore
8
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Here Come The Infidels 02. Rape Whistle 03. Charles Bronson 04. The Business Of Hate 05. Verbal Combat 06. Destroyer 07. Worst Person On Earth 08. Fire Me 09. I Am Legion 10. Tamborine 11. Blasphemy
Sito Web: https://www.facebook.com/StuckMojo/

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