Stryper – Recensione: Fallen

Il nuovo album degli Stryper intitolato “Fallen” è sicuramente il lavoro più pesante della loro carriera (almeno fino ad oggi) e continua il discorso iniziato con “No More Hell To Pay” nel 2013. Grazie a queste due release conosciamo il lato più heavy metal dei nostri, dopo aver ascoltato l’hard rock di “Against The Law”, l’hard’n’heavy melodico dei primi leggendari album e l’hard rock modernista di “Reborn” e “Murder By Pride”.

Il CD inizia subito con due pezzi da novanta; prima di tutto “Yahweh”, ossia una lunga (per gli standard degli Stryper) traccia dal sapore molto epico arricchita da cori superlativi; aggiungiamo, come curiosità, che alcuni riff, come quello iniziale, sono stati scritti da Clint Lowery dei Sevendust; a livello di testi il pezzo è ispirato al film “Passion” di Mel Gibson e quindi al calvario di Cristo. La successiva song “Fallen” è uno dei pezzi più tosti e oscuri dell’album, grazie a riff serrati e potenti e racconta di come Lucifero, il più splendente degli angeli, sia stato cacciato dal Paradiso (la vicenda viene ripresa dal bravissimo Stanis Decker nell’artwork di copertina).

I pezzi metal davvero ottimi sono tanti ancora… partiamo dall’ottima e conclusiva “King Of Kings”: eccelso il riffing potente e cupo che fa poi spazio ad un chorus pieno di armonie luminose in pieno stile Stryper con Robert Sweet alla batteria in grande spolvero. Una via di mezzo simile l’abbiamo con “Let There Be Light”, che si presenta come un cadenzato heavy e si trasforma in melodic hard rock nell’accoppiata bridge/chorus. Citiamo anche l’ottima “The Calling” in cui Michael Sweet canta scatenato come mai prima.

I pezzi più vicini allo stile classic hard rock degli Stryper sono ad esempio “Heaven” (ottimo assolo di chitarra) o “Love You Like I Do” in cui non potrete far a meno di notare il lavoro superbo (e tipico dei nostri) sulle lineee vocali sovrapposte ed il gusto per l’immediatezza.

Non può certo mancare almeno un lento in un album degli Stryper e nel nostro caso abbiamo la discreta semi-acustica “All Over Again” che ci fa ricordare la band nelle fasi più zuccherose degli anni ’80.

Il legame con la fase più modern hard rock dei nostri è legata ad alcuni episodi come il discreto pezzo intitolato “Big Screen Lies”, dotato di un groove di buon livello.

Citiamo poi l’inattesa cover di “After Forever” dei Black Sabbath; scelta fuoriluogo per i cristiani Stryper? Assolutamente no e basta leggere uno stralcio del pezzo più christian dei re del doom: “Could it be you’re afraid of what your friends might say / If they knew you believe in God above? / They should realize before they criticize /that God is the only way to love.”

Concludiamo consigliando vivamente “Fallen” a tutti gli amanti dell’hard’n’heavy che non temono di rimanere sul confine fra il metal tradizionale e l’hard rock senza mai prendere definitivamente posizione.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Yahweh
02. Fallen
03. Pride
04. Big Screen Lies
05. Heaven
06. Love You Like I Do
07. All Over Again
08. After Forever (Black Sabbath cover)
09. Till I Get What I Need
10. Let There Be Light
11. The Calling
12. King Of Kings


Sito Web: http://www.stryper.com/

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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