Streets: A Rock Opera

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Streets: A Rock Opera

Savatage

Track Listing

01. Streets 06:48

02. Jesus Saves 05:27

03. Tonight He Grins Again / Strange Reality 08:02

04. A Little Too Far 03:34

05. You're Alive / Sammy and Tex 04:58

06. St. Patrick's 04:29

07. Can You Hear Me Now 05:11

08. New York City Don't Mean Nothing 04:03

09. Ghost in the Ruins 05:31

10. If I Go Away 05:17

11. Agony and Ecstasy / Heal My Soul 06:11

12. Somewhere in Time / Believe 09:02

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Savatage e Paul O’Neill, un sodalizio artistico che in quindici anni, dal 1987 al 2001, ha contribuito a scrivere pagine indimenticabili della storia dell’heavy metal. Nel 1991, dopo i successi di “Hall Of The Mountain King” e “Gutter Ballet”, l’autore americano insieme ai fratelli Oliva, trovò un’alchimia praticamente perfetta, un equilibrio miracoloso tra partiture sinfoniche e bordate heavy metal, che culminò in quello che ancora oggi, a detta di molti, rappresenta il capolavoro della band a stelle e strisce: “Streets”. Il concept, che racconta la storia di D.T. Jesus, è una vera e propria Opera Rock, che si snoda attraverso quasi settanta minuti di musica e quindici song una più bella dell’altra, alternando ballad struggenti e memorabili a guitar riff tritasassi e ritmiche classicamente metal, valorizzate all’ennesima potenza dalla voce roca e sofferente di Jon.

La title track posta in apertura, con il suo incedere maestoso, culmina in un crescendo orchestrale e malefico ed introduce un classico dei Savatage, “Jesus Saves”, impreziosito da uno dei riff più ipnotici e vincenti della storia dell’heavy metal. La vicenda del protagonista viene raccontata in “Streets”  capitolo dopo capitolo, song dopo song, tra passaggi di pura poesia, come la dolce “A Little To Far” solo per piano e voce, ed intensi terremoti metallici (“Tonight He Grins Again” e la sua sezione ritmica pulsante). Tutta la band è ai massimi livelli, con il compianto Criss mai così evocativo e tagliente nella chitarra solista, a braccetto con il fratello Jon, perfetto narratore di un’opera che, ascoltata oltre vent’anni dopo, ci squarcia ancora il cuore. Se la quasi epica “Ghost In The Ruins” è considerata una pietra miliare della carriera dei Savatage ed ancor oggi è una hit dal vivo dei Jon Oliva’s Pain, “Believe” rappresenta la metal ballad per antonomasia, una delle più commoventi di tutti i tempi, con il suo refrain scolpito nella pietra e non ancora scalfito dopo tanto tempo. La capacità più unica che rara dei Savatage, mai più ritrovata in alte band di nuova generazione, è quella di utilizzare i passaggi orchestrali in maniera così teatrale, senza mai perdere di vista l’anima metal, tra colpi di classe ed incursioni thrash.

“Streets” è un album senza tempo, che gli appassionati di heavy metal non hanno mai dimenticato e che dovrebbe fare parte di ogni discografia di coloro che amano la musica raffinata e di spessore. I Savatage, band da oltre un decennio messa in naftalina, rivive ogni volta che questo disco gira nel nostro stereo, e con loro Criss Oliva, un chitarrista immenso, mancato davvero troppo prematuramente.

Music and ecstasy.

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2 Commenti

  1. capolavoro dall’inizio : D alla fine : D Fatelo vostro mediatamente senza stare ad aspettare!!! Voto: 10/10

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