Stone Sour – Recensione: Hydrogad Deluxe Edition

12 mesi abbondanti dall’uscita di “Hydrogad” degli Stone Sour. 12 mesi abbondanti ed ora la cricca guidata da Corey Taylor rilancia l’ultima fatica attraverso una lussuosa “Deluxe Edition”. cover, b-side, live recordings e versioni alternative dei brani inclusi nell’album originale.

Se il tempo non spostato più di tanto il voto e l’impressione generale dell’album ( qui la recensione ), è necessario passare in rassegna quanto i nostri “prodotto” per questa nuova edizione. Una recensione bis insomma, ma solo del materiale bonus.

Partiamo subito da “Burn One, Turn One”, inedito ed anche lyric video. Canzone piuttosto interessante che in tutta onestà non avrebbe sfigurato all’interno del disco “originale”. Buon chorus, teso il crescendo che vola verso il solo di chitarra con leggerissime influenze arabe. Non male per essere una b-side.

“Bootleg Ginger” e “Live Like You’re On Fire”(bello il chorus) invece giocano sull’impatto e – pur essendo discretamente piacevoli – sono delle vere e proprie b-side. Non brutte canzoni, ma con qualcosa di già sentito o di decisamente prevedibile. Non male anche “Subversive”, che con il suo riff di chitarra sembra voler omaggiare gli Iron Maiden.

Interessanti le cover di “Outshined” dei Soundgarden, “Unchained” dei Van Halen e “Bombtrack” dei Rage Against the Machine (questa in vero piuttosto deboluccia con un Taylor poco ispirato, ma Zack de la Rocha è oggettivamente di una galassia differente), “plus” divertenti che allargano lo spettro delle influenze dei nostri.

Carine le versione unplegged di “Song #3”, “Rose Red…”, “The Witness Trees” e “Mercy”. Ulteriore regalo ai fan da parte degli americani. Concludono il “Pacchettone regalo” un paio di live. A conti fatti una versione deluxe per completisti, consigliata caldamente a tutti coloro che non hanno mai avuto tra le mani la versione standard. Ora, caro Corey, sotto con il nuovo degli Slipknot.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Roadrunner Records

Anno: 2018

Tracklist: CD 1 01. YSIF 02. Taipei Person/Allah Tea 03. Knievel Has Landed 04. Hydrograd 05. Song #3 06. Fabuless 07. The Witness Trees 08. Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I) 09. Thanks God It’s Over 10. St. Marie 11. Mercy 12. Whiplash Pants 13. Friday Knights 14. Somebody Stole My Eyes 15. When The Fever Broke CD 2 01. Burn One Turn One 02. Bootleg Ginger 03. Live Like You’re On Fire 04. Subversive 05. Unchained 06. Bombtrack 07. Outshined (Live at Sphere) 08. Song # 3 (Acoustic) 09. Mercy (Acoustic) 10. Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I) (Acoustic) 11. The Witness Trees (Acoustic) 12. Mercy (Live at Sphere) 13. Fabuless (Live at Sphere)
Sito Web: http://www.stonesour.com/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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