Rpwl – Recensione: Stock

Nati come cover band dei Pink Floyd, i tedeschi Rpwl sfornano un interessantissimo album di prog rock districandosi tra la psichedelia di Syd Barrett (partecipano ad un concerto del genio inglese a cui rimarranno molto legati ed ispirati), la progressione dei Genesis e le improvvisazioni allucinate dei Porcupine Tree. Molto vicini anche ai connazionali Alias Eye per quanto riguarda il tocco chitarristico e il gusto vocale. La musica è pensata, notturna e allo stesso tempo tecnica e particolarmente quadrata nella struttura portante. Bellissima la seconda traccia, ‘The Way It Is”, che ci porta dolcemente sulla spiaggia durante un tramonto di fine estate. La voce di Yogi Lang è particolarmente calda e sempre ben inserita nelle trame musicali ricamate dal chitarrista Karlheinz Wallner e dal tastierista Andreas Wernthaler. In “Stock” prevale la voglia di comunicare emozioni attraverso una musica discreta e mai eccessiva. La tecnica è necessaria alla realizzazione del messaggio ma mai predominante e invadente. Ogni assolo e ogni nota di basso è sempre funzionale al contesto della canzone e mai fine a se stessa. Consiglio vivamente “Stock”, non solo agli appassionati, ma a chiunque voglia ascoltare musica “nuova” e emozionante.

Voto recensore
8
Etichetta: Inside Out / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: Opel
The Way It Is
Perceptual Response
Forgive Me part.1
Gentle Art Of Swimming
Who Do you Think You Are
Going Outside
Sun In The Sky
Forgive Me part.2
Forgive Me part.3

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