Scorpions – Recensione: Sting In The Tail

Quando si è sparsa la notizia che questo sarebbe stato l’ultimo album degli Scorpions, ho iniziato a pensare al mio primo ricordo legato al gruppo e, ammetto subito, di averli scoperti tardi. Infatti la passione nacque un giorno del 1989, davanti a VideoMusic (r.i.p.), godendo della loro esibizione al Moscov Music Peace Festival, dove, questi “vecchietti” teutonici fecero impallidire in termini di tecnica, intensità, feeling con il pubblico, tutte le band più giovani che erano in cartellone e che andavano per la maggiore all’epoca: Skid Row, Motley Crue, Cinderella etc. Rimasto folgorato, recuperare notizie e vinili su ciò che il gruppo fece nei 20 anni di attività precedente, fu un obbligo e un piacere. Scoprii così i primi album con Michael Schenker influenzati dalla psichedelia, poi quel gran capolavoro di “In Trance” con Uli Jon Roth, e infine, con l’arrivo di Matthias Jabs, il sound che si asciuga e diventa quell’hard-rock solido intervallato da dolci ballad che li porta al grande successo con gli album “Blackout”, “Love At First Sting” e “Savage Amusement”.Poco dopo il mio colpo di fulmine, la band pubblica quel “Crazy World” che diventerà il loro album più venduto trainato da “Wind Of Change”, composta da Klaus Meine proprio dopo la visita in Russia dell’89, che divenne la canzone simbolo della caduta del muro di Berlino portando la band nelle case di milioni di persone, alcune delle quali di rock duro non ne sapevano niente. Purtroppo quel successo divenne la loro croce e delizia e nei 90, invece di mantenere il loro marchio di fabbrica, iniziarono a pubblicare album una volta più metallici, poi troppo melodici, elettronici e addirittura sinfonici, perdendo un po’ la loro identità. Il ritorno alla forma si ha nel 2004 con “Unbreakable” e tre anni dopo con “Humanity: Hour 1”, un album duro, cupo, ma con dentro diverse grandi canzoni. E arriviamo al canto del cigno con “Sting In The Tail”. Se questo è il finale, diciamolo subito, non poteva essere migliore. L’album, se fosse stato pubblicato tra “Savage Amusement” dell’88 e “Crazy World” del 90, avrebbe fatto le classifiche a pezzi tanto è pieno di canzoni in formato singolo della durata di 3/4 minuti con cori memorabili, chitarre potenti, assoli ispirati ma mai ingombranti, sempre al servizio delle melodie che tanto ci fanno amare questa band. Citare tutti i brani sarebbe inutile data l’alta qualità delle song. Ricordiamo l’opener “Raised On Rock” (primo singolo per il mercato americano) che si ricollega direttamente a “Rock You Like A Hurricane”, sia nel riff che nelle liriche. “The Good Die Young” (primo singolo per noi europei) è un tipico mid-tempo, impreziosito dalla guest di Tarja Turunen (ex-Nightwish), che da un tocco di epicità ad una canzone che diventerà un classico della band. La voce di Klaus Meine è al top essendo uno dei pochi cantanti della vecchia guardia che non ha perso un briciolo d’intensità, sia nei live che su disco. “No Limit”, la canzone più heavy del disco, ci ricorda che grande coppia di chitarristi siano Schenker e Jabs. “Lorelei” è la più ispirata delle tre ballad presenti, tutte comunque di ottimo livello. Insomma gli Scorpions salutano tutti lanciando sul mercato il loro album migliore da 20 anni. A fine carriera, mi auguro proprio venga data loro la giusta considerazione e riconoscenza, perché assieme agli AC/DC, gli Iron Maiden, i Judas Priest, i Black Sabbath, sempre citati da quelli che ne “capiscono”, se l’hard’n’heavy è un genere che appassiona milioni di fan da decenni, un bel po’ di merito ce l’hanno anche questi “vecchietti”.

Grazie Scorpions!

Voto recensore
7
Etichetta: Sony

Anno: 2010

Tracklist:

01. Raised On Rock

02. Sting In The Tail

03. Slave Me

04. The Good Die Young

05. No Limit

06. Rock Zone

07. Lorelei

08. Turn You On

09. Let’s Rock

10. SLY

11. Spirit Of Rock

12. The Best Is Yet To Come


Sito Web: http://www.myspace.com/officialscorpions

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login