Steven Wilson – Recensione: 4 ½

Quella trottola inarrestabile ma anche modern prog icon che risponde al nome di Steven Wilson torna sul mercato a meno di un anno di distanza dalla pubblicazione di “Hand. Cannot. Erase.” con “4 ½”, EP (?) di transizione che serve da collante proprio tra il quarto ed il quinto album dell’artista inglese e che vede il coinvolgimento di quasi tutti i musicisti che l’hanno accompagnato nella sua avventura solista negli ultimi anni.

“My Book Of Regrets” ha un approccio molto soft nonostante i continui cambi d’atmosfera; il basso di Nick Beggs pulsa cercando di seguire una batteria lasciata libera di svariare; il pezzo è già stato presente nella scaletta di qualche data del tour precedente e in quello in corso. “Year Of The Plague” per contro è un interludio atmosferico creato da accordi malinconici è un pianoforte in accompagnamento che mostra il gran gusto di Adam Holzman, tastierista che pone sempre l’accento sulla successione azzeccata di accordi piuttosto che su parti soliste ad effetto (che comunque sa eseguire in maniera egregia)

“Happiness III” è decisamente in linea con l’ultimo studio album, più aperta e dal mood positivo come si evince dal titolo mentre “Vermillioncore” (per chi scrive l’apice di questa pubblicazione) avrebbe potuto dire la sua su “Grace For Drowning” o “The Raven That Refused To Sing…” ma anche in uno degli ultimi album dei Porcupine Tree grazie al suo riff abrasivo, algidi sintetizzatori è un basso pulsante.

“Don’t Hate Me” (per chi non fosse avvezzo all’intero catalogo di Wilson) è la versione di un classico dei “Porcospini” riveduta con nuovo arrangiamento e la voce della pop singer israeliana Ninet Tayeb a declamare il refrain; i musicisti eseguono con rispetto un pezzo già eccelso in sede live (rivedetevi la versione contenuta nel DVD “Arriving Somewhere…”) con un valore aggiunto nelle prestazioni Holzman alle keys e Theo Travis ai fiati.

Pubblicazione interlocutoria ma sempre dannatamente ben confezionata da parte di un artista la cui figura ormai trascende il musicista e che non si fa mancare alcuni spunti pregevoli stilisticamente raffinati e profondi.

Steven Wilson 4-1-2 03

Voto recensore
7,5
Etichetta: Kscope

Anno: 2016

Tracklist: 01. My Book Of Regrets 02. Year Of The Plague 03. Happiness III 04. Sunday Rain Sets In 05. Vermillioncore 06. Don’t Hate Me
Sito Web: http://stevenwilsonhq.com/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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  1. sergio

    solo x vendere

    Reply

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