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Steve Walsh – Recensione: Black Butterfly

Nelle ultime settimane del 2017 ha fatto gradito ritorno sulle scene la storica voce di Kansas e Streets, nonché possessore di una sparuta quanto qualitativamente eccelsa discografia solista, quello Steve Walsh che non fa più parte della prog rock band americana per non meglio precisati dissapori con i suo compagni storici ma che si fa sentire tramite questo “Black Butterfly”, album di pregevole fattura ma che avrebbe potuto essere ancor più incisivo.

Si percepisce subito che il sodalizio competitivo tra Walsh e Tommy Denander (che ricorda un po’ quello passato con Mike Slamer) faccia pendere lo stile dei pezzi più verso gli Streets quindi un melodico hard rock con molti punti di contatto con l’AOR… di conseguenza chi andrà ad approcciare questo lavoro sa cos’aspettarsi.

“Born In Fire” si segnala anche per la collaborazione col cantante Jerome Mazza (Angelica, Pinnacle Point) che duetta con Walsh in ben quattro pezzi, con un buon risultato d’insieme anche se le voci dei due artisti si assomigliano un po’ troppo per riuscire ad apprezzarne appieno l’amalgama; “The Piper” ha un refrain azzeccato tipicamente AOR e un gran gusto nella parte solista di Tommy Denander (avevamo peraltro già sentito questa canzone proprio su “F4UR” dei Radioactive).

Alcuni pezzi hanno un retrogusto anni ‘80 e non avrebbero sfigurato in album tipo “In The Spirit Of Things” (“Tanglewood Tree” e “Now Until Forever”) o sul debut “Schemer Dreamer” ma in generale è un peccato non sentire Walsh dare libero sfogo al proprio istrionismo, a parte la danzereccia “Warsaw” accostabile ad alcuni estratti del bellissimo “Glossolalia”.

Denander ha fatto sicuramente un grandissimo lavoro in cabina di regia, andando ad adattare le composizioni al fisiologico calo che la voce di Walsh ha avuto negli ultimi anni (probabile ragione del suo allontanamento dai Kansas) ma in generale “Black Butterfly” non è da annoverare tra le migliori cose realizzate dal cantante/tastierista americano (troppo altalenante la qualità delle canzoni) ma che premiamo in top album soprattutto per la sua valenza storica.

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Escape Music

Anno: 2017

Tracklist: 01. Born In Fire 02. The Piper 03. Grace And Nature 04. Dear Kolinda 05. Winds Of War 06. Tanglewood Tree 07. Now Until Forever 08. Warsaw 09. Nothing But Nothing 10. Hell Or High Water 11. Mercy On Me 12. Billy Carbone Is Dead
Sito Web: https://www.stevewalshrocks.com/

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