Steve Sylvester con Gianni Della Cioppa e Stefano Ricetti – Recensione: La Storia dei Death SS (1987-2020)

La recente ristampa de “Il Negromante del Rock”, la cui narrazione si ferma al 5 giugno 1987, ha di certo portato una importante domanda per gli estimatori di Steve Sylvester e dei suoi Death SS: “a quando la prosecuzione di questa leggendaria storia?” Dopo diversi anni di duro lavoro, aiutato sempre dal supporto di Tsunami Edizioni e dalle penne espertissime e amiche di Gianni Della Cioppa e Stefano Ricetti, ora arriva questo massiccio “La Storia dei Death SS (1988-2020)”, che sancisce la rinascita della band avvenuta il 6/6/1987, dopo uno speciale rituale, vergato dal sangue di Steve.

In realtà il racconto torna indietro fino al 1983 e ci illustra, in modo veloce ed appassionante, la vita di Sylvester dopo la fine dei Death SS, ed il successivo ritorno di una precisa consapevolezza atta a fare tornare sul nostro mondo quella entità quasi mitica. Il tutto si compie grazie ad un libro dalla pantagruelica lunghezza di quasi 550 pagine (che quindi doppia il predecessore), con una breve ma preziosa introduzione di Tiziano Sclavi (creatore di Dylan Dog, uno che raramente si espone per occasioni simili), ed un capitolo finale in cui diversi musicisti stranieri lodano la storia e l’influenza della band nelle loro vite e nel panorama musicale mondiale. Parliamo di signori come Attila (Mayhem), Pete Gill (Saxon, Motörhead), Tony Dolan (Atomkraft, Venom), Mike Browning (Morbid Angel), Snowy Shaw (Dream Evil, Mercyful Fate) e Mortiis (Emperor, Mortiis, il cui personaggio deve certamente molto ai Steve Sylvester).

Ricco di 32 pagine a colori con foto storiche o inedite, e disponibile anche in una nera e lussuosa edizione speciale (come il predecessore), “La Storia dei Death SS (1988-2020)” però non sorprende con effetti pirotecnici o colpi ad effetto, bensì con una narrazione, che pur possedendo una durata poderosa, non annoia mai e scorre in modo schietto e intenso per tutta la durata del racconto, che come “Il Negromante del Rock”, è molto generoso nell’offrirci foto d’epoca, ritagli di giornale, e testimonianze di chi, in qualche modo significativo ha fatto parte della storia della band, a partire dalle performers Alessandra “Lilith” Simeone, Lara, Dhalila e poi a seguire di aneddoti rilasciati da AC Wild, Dario Caroli, Rolando Cappanera, Andy Panigada, Morby, Erik Lümen, una testimonianza inedita di Beppe Riva, ed ovviamente più le esperienze di tutti coloro (e sono molti, per una line up che nel tempo si è modificata drasticamente) che per poco o molto hanno suonato nei Death SS e interpretato, accanto al grande Vampiro, altri terrificanti personaggi dei miti dell’orrore umano.

Infine, non è rilevante affermare che i Death SS siano stati la più importante band metal italiana di tutti i tempi, certamente è stata quella che ha influenzato intere generazioni di musicisti e che ha lasciato una traccia non soltanto nel panorama italiano, ma che ha creato una breccia possente nella storia mondiale di questo genere musicale, e soprattutto un totale stravolgimento nel modo di rendere teatrale e spettacolare dei concerti che spesso, assurgevano a livello vero e proprio di “eventi”. Per non parlare dell’uso di costumi, trucchi di scena, e prostetici per rendere più credibile e “cinematografico” il trucco dei personaggi e musicisti della band.

Certamente, tutti i fans del gruppo di Sylvester troveranno in queste pagine una enciclopedia irrinunciabile che non dimentica nulla della storia della band, compresi aneddoti su tutti i dischi e che è veramente consigliata a tutti gli amanti della vera musica e di chi vuole rivivere un’epoca di grandi emozioni a sette note.

“La Storia dei Death SS” però si chiude senza un reale finale, Steve Sylvester anzi dichiara che l’Entità che lo segue da sempre e che ispira la band, non ha ancora finito la sua Opera, e quindi avremo altra musica e si formeranno nuove leggende, ed infatti così si chiude il tutto: TO BE CONTINUED…

Etichetta: Tsunami Edizioni

Anno: 2020


Sito Web: http://www.tsunamiedizioni.com/

Antonino Blesi

view all posts

Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login