Steve Grimmett’s Grim Reaper – Recensione: At The Gates

Il vocalist inglese Steve Grimmett è sinonimo di passione infinita per l’hard rock e l’heavy metal, sparsa in quarantuno anni di carriera, con le indimenticabili pagine di band come gli storici Grim Reaper (tre album seminali negli anni ottanta) ed i più melodici Lionsheart. Nulla ha potuto fermarlo, neppure gravi problemi di salute nel gennaio 2017 (una brutta infezione che ha portato all’amputazione di parte della gamba destra), che non gli hanno impedito di tornare, seppur in sedia a rotelle, sul palco pochi mesi dopo, al Bang Your Head!

Ora decisamente ristabilito, il vecchio ma mai domo leone Steve decide di dare un seguito a quel “Walking In The Shadows” del 2016, che aveva rispolverato, insieme al suo nome, il monicker antico “Grim Reaper”, per la gioia dei vecchi fans. In realtà poco è rimasto della band se non il richiamo nella copertina (purtroppo con un disegno assai scadente) alla “morte incappucciata” che era la mascotte allegrissima del gruppo.

“At The Gates” è un solido platter di Heavy Metal old style con qualche reminescenza hard rock, facilmente inquadrabile nei classici dischi solisti di un certo Ronnie James Dio, e con qualche piccolo rimando agli Heaven and Hell, per una certa cupezza e pesantezza di fondo. Nulla di nuovo e rivoluzionario sinceramente, o che faccia gridare al miracolo. La voce di Grimmett si è ben mantenuta, con qualche leggerissima incertezza sugli alti, ma rimane accettabile, soprattutto per la grinta e l’attitudine.

Canzoni come “Venom” e “Rush” sono esempi dignitosi di quanto il disco ha da offrire, grazie anche al chitarrismo straripante di Ian Nash e di una sezione ritmica ben più che solida, formata da Martin Trail al basso, e Paul White alla batteria. Un platter che suona un po’ “vecchio”, che potrà piacere ai fans del cantante e che, speriamo gli permetterà di continuare a trasmettere dal palco tutta la sua passione, ma “At The Gates” non contiene songs memorabili, purtroppo. Rimane un prodotto artigianale e sincero, ma senza grandi picchi qualitativi. Siamo felici comunque che il Leone inglese possa ancora ruggire.

Etichetta: Dissonance

Anno: 2019

Tracklist: 01. At The Gates 02. Venom 03. What Lies Beneath 04. The Hand That Rocks The Cradle 05. Knock At The Door 06. Rush 07. Only When I Sleep 08. Line Them Up 09. Break Neck Speed 10. Under The Hammer 11. Shadow In The Dark
Sito Web: https://grimreaperofficial.co.uk/

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