Vile – Recensione: Stench Of The Deceased

I Vile sono una band americana che ormai da qualche tempo si è fatta strada nell’underground brutal death grazie ad una proposta competente e accattivante per gli appassionati del genere. Arrivati all’attenzione del mercato europea dopo la pubblicazione da parte della Listenable del secondo album ‘Depopulate’ i Vile vedono finalmente ristampato per la stessa etichetta francese il loro debutto autoprodotto ‘Stench Of The Deceased’. Un’operazione che risulterà chiaramente gradita a chi si è entusiasmato per il citato ‘Depopulate’, ma che, vista la qualità del lavoro stesso, non dovrebbe mancare di avvicinare nuovi curiosi. Se amate gruppi del calibro di Broken Hope, Dying Fetus, Cannibal Corpse e non vi attendete null’altro che una riproposizione sapiente di schemi collaudati, potete considerarvi arrivati a destinazione. Ottima infatti la perizia esecutiva messa in luce dai singoli elementi. Peccato solamente che a questo non corrisponda un’altrettanto notevole personalità compositiva, fattore indispensabile per fare il salto di qualità definitivo e competere con il meglio della scena estrema. Da segnalare infine la presenza nella prima tiratura di alcune tracce live e di un inedito tratto dal loro demo-cd risalente al 1996, tutto ottimamente registrato e prodotto.

Voto recensore
6
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: Abort (The Fetus)
Cradle Of Deceit
Surgery
Alive To Suffer
Stench Of The Deceased
Terminal Existence
Severed
Persecution
Severed (live)
Surgery (live)
Alive To Suffer (live)
Processions Of Destruction (from 1996 'Unearthed' demo)

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