Stefano Guercia – Recensione: L’Età dell’Acciaio – vol. 1 – Il 1980

La passione è forse l’elemento più importante per chi ascolta hard rock ed heavy metal, e questo elemento ci riporta a tempi più romantici e meno telematici, in cui trovare un disco d’importazione e informazioni su bands e musicisti era molto più difficile, quasi impossibile. Questo amore va sempre ricordato e premiato, anche quando parliamo e segnaliamo una iniziativa editoriale del tutto indipendente ed artigianale come questo “L’ Età dell’Acciaio – Vol. 1 – 1980”, ebook uscito su Amazon nel luglio di quest’anno.

Autore di queste cento pagine metalliche è Stefano Guercia, fondatore e chitarrista dei Loadstar, band di heavy e speed/thrash metal attiva dal 1985 al 1988, e poi riformatasi nel 2005, riuscendo anche a pubblicare un disco vero e proprio, “Call From The Outer Space”, nel 2009, per poi sciogliersi definitivamente nel 2012. Certamente un amante e profondo conoscitore della materia trattata, che decide però di affrontare in modo oggettivo e non sempre soggettivo, per dare e costruire un panorama storico attendibile, riguardante la nascita e la crescita del cosiddetto Heavy Metal, che per Guercia, vede nell’anno 1980, una data decisiva ed irripetibile.

Citando la sua stessa fonte: “Oltre 100 pagine di storia, resoconti, aneddoti, riferimenti e recensioni di TUTTI gli album heavy metal e hard rock del 1980, anno “cardine” per la svolta epocale della trasformazione dell’hard rock in heavy metal.”

Per entrare nell’ottica della visione di questa opera, Stefano sostiene che: “Il 1980 è l’anno cruciale in cui si catalizzano una serie di eventi altamente significativi per il passaggio tra l’hard rock degli anni ‘70 ed il metal degli anni ’80: uscite discografiche determinanti, deflagrazione della New Wave Of British Heavy Metal, metamorfosi e trasformazioni degli stili musicali e dell’immagine di alcune band degli anni ’70, primo Monsters of Rock a Donington ed inoltre culmina con l’evento più simbolico possibile in questo senso: lo scioglimento dei Led Zeppelin in seguito alla morte improvvisa del batterista John Bonham il 25 settembre 1980; la fine della leggendaria band, di maggior successo e più importante dell’hard rock, rappresenta idealmente il passaggio di consegne definitivo all’Età dell’Acciaio.”

Dopo una breve prefazione introduttiva e “storica”, il libro procede con una lista di recensioni di dischi usciti appunto nel 1980, che vanno a formare certamente un disegno globale suggestivo, che va ovviamente a citare le grand band dell’epoca, autrici certamente di grandi capolavori proprio in quell’anno, che vede certamente la proliferazione del movimento chiamato NWOBHM, di cui molti hanno già detto e scritto in modo abbondante. Infatti, l’autore si sofferma molto sui gruppi inglese, provando però anche a citare realtà più piccole e semisconosciute, andando poi a fare alcuni viaggi, decisamente più brevi, nel cuore dell’Europa, e poi nell’America del Nord, con una fermata ovvia nell’Australia di “Back In Black”.

Parliamo di lavori immortali come “British Steel” dei Judas Priest, “Heaven and Hell” dei Black Sabbath, il fortunatissimo esordio solista di Ozzy Osbourne, “Ace Of Spades” dei Motorhead, il mitico “Iron Maiden”, ben due muscolari album dei Saxon, “Animal Magnetism” degli Scorpions in grande crescita, a cui risponde il solidissimo primo album del Michael Schenker Group. Il 1980 è anche l’anno di “On Through The Night” dei giovanissimi Def Leppard, e di album minori di grandi gruppi come Uriah Heep e Kiss, e di lavori apprezzati come “Women And Children First” dei Van Halen e “Permanent Waves” dei canadesi Rush. Ma non possiamo dimenticare una delle band inglesi più talentuose e seminali di sempre, i Diamond Head, che pubblicano “Lightning to the Nations”, i Samson con Bruce Dickinson, i Magnum, i Thin Lizzy un po’ in discesa creativa con “China Town”. E potremmo proseguire ancora.

E’ sicuramente difficile trovare nuovi chiavi di scrittura su questo materiale musicale e storico, ma va dato atto a Stefano Guercia di provare a rendere fresche e piene di informazioni tutte le recensioni contenute in questo primo volume della sua opera, che sembra avrà altri seguiti. Ovviamente stiamo parlando di un lavoro assolutamente essenziale e senza fotografie, ma che si lascia leggere con piacere, mantenendo un ritmo spedito ed appassionato, per tutta la sua durata. Non viene citata nessuna band italiana, purtroppo a livello discografico la nostra nazione si è svegliata molto più tardi rispetto ad altre nazioni. Consiglio “L’Età dell’Acciaio” di Stefano Guercia a tutti gli amanti veraci di hard rock ed heavy metal, voi sapete chi siete! Tirate fuori il vecchio chiodo e quei vinili, polverosi ma integri, e ascoltiamoli, una volta ancora.

Etichetta: Autoproduzione

Anno: 2021


Sito Web: https://www.amazon.it/dp/B098KH52CZ

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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