Steelheart – Recensioned: Through Worlds Of Stardust

Gli Steelheart del dotatissimo singer Miljenko Matijevic sono palesemente vittima di un fraintendimento. Ancora oggi noti al pubblico hard & heavy soprattutto per i primi due straordinari album e, in parte, per la partecipazione in qualità di ghost vocalist del nostro al film “Rock Star”, gli Steelheart vengono ormai da anni costantemente criticati proprio perché il percorso artistico intrapreso dopo i citati due dischi ha portato cambiamenti stilistici sostanziali, avvicinando la band a sonorità diverse ed accostabili all’hard rock post anni ottanta.

Chiaramente per chi di principio non ha alcun interesse a seguire tali mutamenti non c’è nemmeno da perdere tempo dietro a queste nuove canzoni, ma se invece quello che vi interessa è semplicemente la qualità della musica, allora con “Through Worlds Of Stardust” potete stare tranquilli. L’album gode infatti di una personalità e di un songwriting di buonissimo livello ed è probabilmente il migliore ascrivibile al gruppo negli ultimi venticinque anni.

Si comincia con un trittico di canzoni da brivido come “Stream Live Savings”, “My Dirty Girl” e la fantastica “Come Inside”, percorse da una distorsione dal taglio molto moderno (chi ha visto la band al Frontiers Festival sa di cosa stiamo parlando), ma portato con il giusto groove e lasciando sullo sfondo vibrazione classic rock facili da rintracciare (soprattutto Zeppelin/Whitesnake).

Non mancano però i momenti di maggiore melodia, soprattutto quando Matijevic mette tutte le sue qualità al servizio di brani più lenti o di vere e proprie ballate. “You Got Me Twisted” ha quel taglio vicino a certe power ballad in stile Alter Bridge che conquista al primo ascolta, ma è con la pianistica “Lips Of Rain” e con la stupendamente arrangiata “With Love Ww Live Again” che il nostro tocca le vette migliori.

Ascoltando e riascoltando il disco ci si rende conto che nulla è qui da scartare, ogni canzone ha il suo bel perché e una qualche particolarità che la rende meritevole di un ulteriore giro nello stereo. Un buonissimo risultato che avrà modo di far ricredere molti scettici. Niente da fare per chi invece aveva già deciso in anticipo che la band non avrebbe comunque avuto nulla da dire. Ma di questo facciamo fatica a dare la colpa a Matijevic e soci.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Stream Line Savings 02. My Dirty Girl 03. Come Inside 04. My Word 05. You Got Me Twisted 06. Lips Of Rain 07. With Love We Live Again 08. Got Me Runnin’ 09. My Freedom 10. I’m So In Love With You

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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