Steel Seal – Recensione: The Lion’s Den

Quando nel 2012 gli Steel Seal annunciarono l’imminente uscita del nuovo album, “The Lion’s Den“, con Fabio Lione alla voce feci un balzo sulla sedia. Le ospitate dell’attuale vocalist degli Angra ai tempi non erano ancora così frequenti, per questo motivo era tanta la curiosità di ascoltare il terzo lavoro della band romana, dopo quelli con DC Cooper e Thomas Vikstrom. Poi l’improvviso silenzio, durato oltre quattro anni e la sensazione, tra una voce di corridoio e l’altra, che qualcosa o qualcuno dall’alto abbia cercato di bloccare l’uscita di questo disco, come nella trama di un film di spionaggio  che si rispetti, tra “Intrigo Internazionale” e “Ipotesi di Complotto”. L’importante è comunque che “The Lion’s Den” abbia visto finalmente la luce, perchè si tratta di un vero masterpiece per i fan del power metal sinfonico.

Le influenze degli Steel Seal, in realtà, spaziano dal metal neoclassico, che si fonde all’heavy prog settantiano, a completare un corollario sonoro veramente accativante. E il grande Lione conferma di possedere una versatilità interpretativa eccezionale, trovandosi a proprio agio in passaggi vicini ai Rainbow (“Open Fire“) e mostrando il consueto appeal con il power nella teutonica “A Dream Within a Dream“. La musica classica gioca un ruolo fondamentale, come nei dischi precedenti della band capitolina, con richiami ai grandi (Mozart e Beethoven su tutti) più o meno nascosti all’interno delle song, come nell’opener “Never Die” e in “Fate (Knocking at your Door)“. Pregevole il guitar work di Marco Valerio Zangani, ad intrecciarsi con le keys di Adriano Rossi, e dando vita e veri e propri duelli, alternati a cesellature negli arrangiamenti orchestrali, davvero atmosferici ed emozionanti.

Come avrete capito, “The Lion’s Den” è un disco imperdibile per gli amanti del metal sinfonico, tinto di hard rock progressivo. La partecipazione di Fabio Lione al progetto dona ovviamente una marcia in più alle song, grazie ad un approccio ora aggressivo, ora limpido e possente, confermando di essere in grado di cantare alla grande davvero di tutto. Gli Steel Seal sono sempre stati una band da studio e si sono avvalsi nel corso della loro carriera di big del microfono: in questi anni di lunga attesa a chi avranno pensato per il prossimo quarto album?

Voto recensore
8
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2017

Tracklist: 01. Never Die 02. Master of Hell 03. Open Fire 04. Break your Chains 05. Fate (Knocking at your Door) 06. Lonely 07. A Dream Within a Dream 08. In For the Kill 09. Waiting for the Rain 10. Wake or Sleep

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login