Steel Panther – Recensione: Lower The Bar

Irriverenti, pericolosi, esagerati, sboccati, cotonati sono solo un paio degli innumerevoli aggettivi che vengono spesso usati per descrivere quei simpaticoni degli Steel Panther, una band che da molti viene considerata erroneamente solo una parodia fine se stessa e dalle dubbie qualità artistiche. Sbagliato. Chi ha visto il four-piece dal vivo ha avuto modo di notare che oltre al cliché del sex, drugs and rock’n’roll ci troviamo al cospetto di una formazione che sa il fatto suo con degli ottimi musicisti che sanno scrivere canzoni divertenti e che hanno fatto dell’entertainment la regola vincente che sta alla base della loro essenza. Possono piacere o meno, ma nel loro genere, per ora non hanno rivali e sono tornati per ricordarcelo con questo nuovo lavoro in studio intitolato “Lower The Bar”.

Il gruppo ha la capacità di mescolare magnificamente l’hard rock di scuola americana, con il glam a cui unisce melodie vocali assolutamente irresistibili, creando una serie di ritornelli memorabili che  fanno subito presa sull’ascoltatore come nel caso dell’iniziale “Goin’ In The Back Door”, pezzo immediato e senza fronzoli. Segue “Anything Goes” che musicalmente paga un notevole dazio ai Van Halen, mentre il testo come da tradizione  è un concentrato di ironia ed irriverenza e non è da meno la successiva “Poontang Boomerang” scelta anche come singolo e il cui video è stato lanciato in anteprima sul canale PornHub. I più attenti di voi avranno già sentito “That’s When You Came In” in quanto presente sull’album acustico uscito l’anno scorso “Live From Lexxi’s Mom Garage” e quì riproposta anche in chiave elettrica.

Con “Wrong Side Of The Tracks (Out Of Beverly Hills) si ingrana la quinta e si preme l’acceleratore al massimo in un pezzo tosto e dalla grande carica energetica, mentre veniamo spiazzati da “Now The Fun Starts”, in quanto la linea iniziale di basso è molto particolare e cupa, quasi anomala in casa delle pantere d’acciaio e questo mood generale accompagna un po’ tutto il brano e ci fa vedere un lato meno scanzonato della formazione americana. Ma non preoccupatevi con la suadente ed esplicita “Pussy Ain’t Free” e la cadenzata “Walk Of Shame” si ritorna a rockare come ai vecchi tempi , mentre in chiusura viene proposta “She’s Tight”, una frizzante e riuscita cover dei leggendari Cheap Trick che vede anche Robin Zander in veste di ospite speciale. In definitiva non aspettatevi innovazione o qualche sostanziale stravolgimento nel song writing degli Steel Panther, ma solo dello sfrenato, esplicito e genuino hard rock senza compromessi. A noi questo basta e avanza e a voi?

Voto recensore
7,5
Etichetta: Kobalt Music Recordings

Anno: 2017

Tracklist: 01. Goin’ In The Back Door 02. Anything Goes 03. Poontang Boomerang 04. That’s When You Came In 05. Wrong Side Of The Tracks (Out Of Beverly Hills) 06. Now The Fun Starts 07. Pussy Ain’t Free 08. Wasted Too Much Time 09. I Got What You Want 10. Walk Of Shame 11. She’s Tight
Sito Web: http://steelpantherrocks.com/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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