Static-X – Recensione: Start A War

Dopo il deludente ‘Shadow Zone’ la band americana torna alla carica con un lavoro ricco di buone intenzioni, ma decisamente povero di contenuti. Probabilmente coscienti da averla combinata grossa i nostri tornano parzialmente sui loro passi (anche grazie al ripescaggio del vecchio chitarrista Koichi Fukada), accantonando le più sfacciate tentazioni nu-metal commerciali per fare nuovamente rotta verso la miscela di thrash, groove e elettronica che ce li ha fatti apprezzare nelle prime uscite. Peccato solo che l’effetto sorpresa sia ormai svanito, insieme alla carica distruttiva di un disco come ‘Wisconsin Death Trip’. ‘Start a War’ si posizione nella terra di nessuno che sta tra la necessità di trovare una formula semplice da mandare in pasto ad MTV e il desiderio di darsi un tono progressista… Il risultato? Qualche brano azzeccato, ovviamente messo all’inizio della tracklist, e poi il nulla. Solo ripetizione inutile di riff sentiti in tutte le salse, sforzi inconsistenti di trovare melodie efficaci e il solito alone di gelida meccanicità che guarda un po’ ai Prong, un po’ a Rob Zombie e molto a non scontentare i fan della band. Forse per i più affezionati di loro c’è ancora qualche motivo di interesse, ma noi preferiamo ricordarci gli Static-X di un tempo e passare oltre.

Voto recensore
5
Etichetta: Warner

Anno: 2005

Tracklist: 01. The Enemy
02. I’m The One
03. Start A War
04. Pieces
05. Dirthouse
06. Skinnyman
07. Just In Case
08. Set It Off
09. I Want To Fucking Break It
10. Night Terrors
11. Otsego Amigo
12. My Damnation
13. Brainfog

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