Soilwork – Recensione: Stabbing The Drama

I Soilwork si sono fermati.

Dopo una notevole crescita, culminata con due ottimi lavori quali ‘A Predator’s Portrait’ e ‘Natural Born Chaos’, gli Svedesi sembrano aver smorzato i toni e le pretese. Come il precedente ‘Figure Number Five’ infatti, il nuovo ‘Stabbing The Drama’ continua a girare intorno a quella formula di metal che non è più thrash death ma non è nemmeno crossover-nu metal. Se però i risultati raggiunti con ‘Natural Born Chaos’ erano invidiabili, si avverte ora un po’ di stanchezza. Il groove delle chitarre e della sezione ritmica, i mid tempo energici e da headbanging, i refrain melodici orecchiabili e immediati (nonché spesso ingannevoli) mostrano di sicuro un certo mestiere, ma non costituiscono alcuna novità di rilievo. Per quanto questa formula precostituita porti ancora i suoi frutti (dinamica e vincente la title-track, discreta e cadenzata ‘One With The Flies’, coinvolgente ‘The Crestfallen’), è quando si mescolano un po’ le carte che possiamo apprezzare gli spunti migliori, come per le nostalgiche ‘Stalemate’ e ‘Blind Eye Halo’ (tirate come ai vecchi tempi), la a tratti korniana ‘Observation Slave’ e la conclusiva ‘If Possible’, in cui ricerca melodica, elettronica e ritmica hanno un sapore diverso e più fresco. Un disco a tratti stantio dunque, suonato bene (ottima la prova del batterista degli Scarve, Dirk Verbeuren) e discreto, ma che aleggia attorno ad un livello medio che non basta a soddisfare.

Che i Soilwork non abbiano più nulla da dire?

Come un po’ per tutte le cose, si vedrà. SOILWORK – Intervista a Bjorn "Speed" Strid

Voto recensore
6
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Stabbing The Drama
02. One With The Flies
03. Weapon Of Vanity
04. The Crestfallen
05. Nerve
06. Stalemate
07. Distance
08. Observation Slave
09. Fate In Motion
10. Blind Eye Halo
11. If Possible

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