Spread Eagle – Recensione: Subway To The Stars

Dopo la reunion del 2006, gli americani Spread Eagle arrivano in tutta tranquillità con “Subway To The Stars” al terzo album: nulla di strano, non fosse che l’uscita precedente risale al 1993. Questo ripescaggio potrebbe quindi apparire estemporaneo, invece ci consegna un album di hard rock incisivo, diretto e senza fronzoli, che non ha nulla da invidiare per freschezza a gruppi più giovani. Fra reminiscenze dello street metal degli esordi, contaminazioni alternative e cori ipnotici in cui si sovrappongono le voci del frontman Ray West e del bassista Rob De Luca (da una decina d’anni anche negli UFO) ne vien fuori una proposta musicale non rivoluzionaria ma sicuramente personale.
Una produzione scintillante e moderna non cancella interessanti punte di ruvidità che rendono l’album più genuino e corrosivo, nell’acida “Antisocial Butterfly” o nella rabbiosa furia di “Grand Scam”, quest’ultima con uno spettacolare assolo di Ziv Shalev. Le trascinanti “Sound Of Speed” e “Cut Through” sono il motore di un album che scorre via alla grande, fino alla suggestiva chiusura con la sognante ballad per chitarra acustica e voce “Solitaire”.
Una bella sorpresa e l’album più convincente della band. Fin qui.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Subway To The Stars 02. 29Th Of February 03. Sound Of Speed 04. Dead Air 05. Grand Scam 06. More Wolf Than Lamb 07. Cut Through 08. Little Serpentina 09. Antisocial Butterfly 10. Gutter Rhymes For Valentines 11. Solitaire
Sito Web: https://spreadeagle.us/

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