Destruction – Recensione: Spiritual Genocide

Dopo un lavoro fin troppo canonico, quale era stato “Day Of Reckoning”, dai padrini del thrash Made in Germany Destruction ci si aspettava un pronto ritorno al livello di estrema qualità a cui i ben abituati fan del gruppo erano soliti associare le uscite della band. Fortunatamente “Spiritual Genocide” non tradisce le attese e ci riconsegna una formazione che sarà anche incapace di evolversi dallo stile che ha costruito nel corso degli anni, ma che dentro ai confini tracciati dalla chitarra di Mike Sifringer e dalla voce ruvida di Schmier non ha rivali degni di tal nome.

“Cyanide” apre le danze con un riffing che pesca direttamente dagli archetipi del thrash classico, accompagnato dal drumming furioso dell’ottimo Vaaver e dalle solite vocals abrasive. Una miscela (senza) forse già sentita, ma che gestita con l’impatto ineccepibile del trio in questione rimane indiscutibilmente efficace.

Come conferma già la successiva title track i Destruction a questo giro hanno cercato di ricreare la struttura veloce, groovy e dall’impatto “secco” tipico del vecchio thrash, ma senza mai rinunciare alla migliore qualità di suono possibile con le registrazioni odierne. Qualcosa che ci ricorda ad esempio quanto fatto anche dagli Overkill (che ovviamente hanno un tipo di pasta sonora completamente diverso).

“Renegades” suona la carica e assale l’ascoltatore con il più collaudato metodo del riffing dal ritmo spezzato e del ritornello cantabile, mentre brevi assoli intervengono a creare la giusta dissonanza. “City Of Doom” è si affida ad un ritmo saltellante che ricorda i vecchi Exodus, mentre la breve “No Signs Of Repentance” fa fede al proprio titolo e tira dritto come un fuso diventando probabilmente la canzone più veloce dell’intero lotto insieme alla finale “Under Violent Sledge”.

“To Dust You Will decay” apre invece più lenta ed oscura, ma mantiene inalterato l’impasto di groove e variazione ritmica che caratterizza più o meno tutte le song dell’album.

Il finale del disco non presenta infatti grandi cambiamenti e “Legacy Of the Past” non sarebbe in verità un pezzo da segnalare, se non fosse che presenta come ospiti altre leggende del thrash come Gerre e Tom Angelripper. Tra le ultime tracce rimane invece da segnarsi come una delle più riuscite in tracklist “Carnivore”, strutturata su molti cambi ritmo e decisamente catchy nella linea vocale.

Nessun dubbio in conclusione, “Spiritual Genocide” è esattamente il disco che i fan volevano ascoltare e che i Destruction volevano fortemente incidere per festeggiare i loro trentanni di attività. Tutti contenti e a posto così.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2012

Tracklist:

01. Exordium 1:02
02. Cyanide 3:23
03. Spiritual Genocide 3:39
04. Renegades 4:01
05. City Of Doom 4:01
06. No Signs Of Repentance 3:24
07. To Dust You Will Decay 4:21
08. Legacy Of The Past (Guest Version) 4:50
09. Carnivore 4:28
10. Riot Squad 4:12
11. Under Violent Sledge 4:09


Sito Web: http://www.destruction.de/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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