Asia – Recensione: Spirit Of The Night – Live In Cambridge 09

Fa specie sentir partire le prime parole di “Only Time Will Tell” e rendersi conto di quanti anni siano passati, senza che nulla sia cambiato, da quel “Live In Moscow” che testimoniava la fama mondiale degli Asia. Eppure, paradossalmente, è tutto completamente diverso. Una contraddizione che ha il suo significato nell’ottima forma di John Wetton, Geoff Downes, Steve Howe e Carl Palmer, e, per contraltare, nei contesti sempre più nostalgici e di nicchia in cui la band è chiamata ad esibirsi, emozionando con il puro piacere di suonare dal vivo: chi scrive li ha visti non più tardi dell’anno scorso in uno sperduto paesino nel centro dell’Inghilterra, e i quattro davano il meglio di loro stessi, come se si trovassero di fronte a migliaia di persone. E’ un po’ come se le lancette dell’orologio si fossero mosse attorno a questi straordinari musicisti senza che loro ci facessero minimante caso.

Ineccepibili, com’era ovvio attendersi, da un punto di vista tecnico, gli Asia – lontani dall’accusa di essere commerciali che ne aveva salutato la nascita (altri tempi, altre mode, altri gusti!) – mettono assieme passato e presente con estrema scioltezza, dimostrando che, dopo l’altalenante “Phoenix“, “Omega” (i cui pezzi non sono, però, presenti su questo live album) può essere il segnale di un’inattesa rinascita, seppur per un pubblico ben più ristretto delle arene che la band riempiva negli anni Ottanta. Dopo i due classici in apertura Wetton & co. sembrano manifestare la gioia di ritrovarsi sul palco con la nuova “An Extraordinary Life“, sorta di inno ottimistico alla vita che suona particolarmente significativo in questo momento della loro carriera. Non mancano alcune chicche: la deliziosa “My Own Time” vede in primo piano la sensibilità di Steve Howe, “Fanfare For The Common Man” è sempre impressionante soprattutto nell’energia e nella fantasia di Carl Palmer. Di Wetton e Downes, che negli anni di gap tra il periodo d’oro e la reunion hanno continuato a muoversi su territori musicali tutto sommato simili, c’è la conferma di una qualità e di un talento che da soli sono in grado di emozionare ad ogni nota.

La perplessità risiede, semmai, nel riproporre un altro lavoro dal vivo dopo quel “Fantasia: Live In Tokyo” che solo tre anni fa aveva marcato la reunion: per chiudere il cerchio delle contraddizioni, “Spirit Of The Night” è un buon album, piacevolissimo da ascoltare, di cui però non si sentiva, nella discografia degli Asia, la mancanza.

Etichetta: Frontiers

Anno: 2010

Tracklist:

01. Only Time Will Tell

02. Time Again

03. An Extraordinary Life

04. My Own Time

05. Open Your Eyes

06. Fanfare For The Common Man

07. Here Comes That Feeling

08. Never Again

09. The Heat Goes On

10. Sole Survivor

11. Don t Cry

12. Heat Of The Moment

13. Midnight Sun (Live On July 06, 2007 In Detroit, Michigan)


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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