Cancer – Recensione: Spirit In Flames

E’ sempre così, quando si arriva molto in alto: il giorno in cui scivoli o fai un passo falso, magari perché quello stesso passo non l’hai fatto con la massima convinzione, cadi e ti fai molto, molto male. Di questo, temo che ne sapranno qualcosa (se non subito, entro breve tempo) i Cancer, vera e propria icona del più velenoso e claustrofobico death metal made in England. La cosa più deludente del loro nuovo lavoro ‘Spirit In Flames’, è che non si tratta di un album così disastroso come si potrebbe pensare, leggendo l’inizio di questa recensione: ci sono, infatti, buoni riff, ottimi assoli (la cosa migliore di questo release), una performance strumentale di sicuro livello, una registrazione ottima..addirittura due o tre brani che si potrebbero definire buoni, vale a dire l’opener ‘Insides Out’ e la successiva ‘Mindless Reactions’. Cosa non va allora? Semplice: le canzoni, il songwriting, l’incisività e la chiarezza d’intenti. In sostanza, la sentenza che esce alla fine dell’ascolto di questa nuova opera della formazione britannica è chiara quanto spietata: scordatevi i Cancer di ‘To The Gory End’ e ‘Death Shall Rise’! John Walker e soci, in questa release, appaiono quanto mai svogliati, poco ispirati e convinti di songwriting piatto e noioso di track come ‘Solar Prophesy’, ‘Fistula’ o la stessa title-track. Il death metal violento e dirompente, condito da una non trascurabile ricerca tecnica (specie nel ‘periodo Murphy’ di ‘Death Shall Rise’), cede il passo ad un ibrido assolutamente mal riuscito tra il loro classico sound ed una sorta di power/thrash che ricorda i Machine Head degli esordi, un po’ di Pantera ed alcune cose fatte dagli Overkil in dischi come ‘Necroshine’, ma con una tale mancanza d’energia e creatività da rendere questo platter veramente pesante da digerire in un solo ascolto, senza sentire il desiderio di stoppare il tutto oppure inserire il disonorevole e pietoso ‘avanti veloce’. Certo, si può obbiettare che il disco sia ben suonato e che la conclusiva ‘Ouija’ faccia pensare ai Cancer di qualità (l’odiosa frase ‘i cari bei vecchi tempi’, qui sarebbe accolta con entusiasmo…almeno si avrebbe un’opera convinta); di sicuro Dave Leitch e lo stesso Walker si producono in una buona prova strumentale, sia ritmica che solista, la sessione ritmica non è da meno e John usa la sua particolare voce molto bene. Il problema, però, sono i pezzi: quanto di più noioso, approssimativo, riciclato soprattutto, visto che è un mix di scarti dei Cancer stessi con gli avanzi di album power/thrash che hanno, negli scorsi anni, intasato il mercato e saturato quasi fino alla morte un genere. Niente da fare, non va. Un consiglio: compratevi i vecchi dischi e fate finta che questo non sia uscito. Almeno non vi farete un’idea sbagliata di una delle band death della prima ondata, la quale merita attenzione e rispetto per quello che di bello ha fatto in passato…e non è stato poco. Da cestinare!

Voto recensore
4
Etichetta: Copro Productions

Anno: 2005

Tracklist:

01. Insides Out
02. Mindless Reactions
03. Spirit In Flames
04. Hell House
05. Solar Prophesy
06. Devils Playground
07. Fistula
08. Seance
09. Ouija


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