Spires – Recensione: Spiral Of Ascension

Ottimo debutto autoprodotto per gli Spires, inglesi di Manchester dediti a un eccellente extreme metal, molto vicino a quanto fatto dagli Opeth di metà carriera e dagli ultimi Emperor.

La band, formatasi nel 2008 grazie all’impegno e alla dedizione di Paul Sadler, polistrumentista e produttore, ha infatti registrato, con “Spiral of ascension”, un debut album molto intenso, curato, e professionale, che riesce a rielaborare a dovere le influenze, invero alquanto palesi, dei gruppi citati.
Il sound è dunque complesso e mutevole, sempre ad alto tasso tecnico, anche se il giusto equilibrio fra virtuosismo, senso della composizione ed emozionalità non viene meno.

Sebbene la struttura dei brani ricordi molto da vicino quanto fatto dalla band di Åkerfeldt in dischi come My Arms, Your Hearse, o Still Life, gli Spires riescono comunque a mantenere una loro personalità, basata soprattutto sulla diversa vocalità di Sadler, e su certe svisate ai limiti del black.
Niente da eccepire a livello strumentale, performance di alto livello da parte di tutto il quartetto, che comprende il chitarrista solista Paul Cuthbert (già Nailed e Sermon of Hypocrisy), Alex Jolley al basso sei corde e Chris Barnard alle pelli.

Già l’opener “Equilibrium” esibisce tutte le qualità del gruppo, tramite l’alternanza di momenti più vicini al prog, e sezioni prettamente estreme. La band mette quindi in mostra una serie di riff d’impatto, articolati su lunghi momenti strumentali, e anche parti acustiche e con voce clean. Tutte le otto tracce del disco sono valide e interessanti, anche se la prima metà dell’album sembra essere quella meglio focalizzata e più incisiva.

La ricetta degli Spires, per quanto, come detto, non molto originale di per se, funziona a dovere, non annoia, ma presenta anzi parecchi motivi di interesse, non ultimo fra i quali la ricercatezza degli arrangiamenti, non comune in una band alla prima prova discografica. Tenendo conto inoltre che si tratta di un’autoproduzione, è da segnalare anche la notevole perizia in sede di regia tecnica (registrazione, produzione, mixing), che regala all’album un sound ricco e corposo, caldo nei momenti acustici (come l’avvolgente intermezzo “Nightfall”) e potente nei risvolti metallici.

Prog-death metal davvero ben fatto, intenso e a tratti anche emozionante.
Auspicabile quindi un contratto discografico in grado di promuovere e far conoscere la valida band inglese come merita.

Voto recensore
8
Etichetta: Autoproduzione

Anno: 2010

Tracklist:
1. Equilibrium 06:47
2. The Infinite Descent 06:36
3. Nightfall 02:17
4. Broken Hourglass 13:34
5. Symmetry 04:54
6. Martyr 10:32
7. Spiral of Ascension 14:36
8. A New Prayer (Bonus track) 05:54

Sito Web: http://www.myspace.com/spiresmetal

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