Spektr – Recensione: The Art To Disappear

Tre anni dopo “Cypher”, i parigini Spektr tornano sul mercato discografico con “The Art To Disappear”, quarta fatica sulla lunga distanza per quello che è certo uno degli act più particolari annoverati dal rooster di Agonia Records.

“The Art To Disappear” ricalca perfettamente gli incubi elettronici del suo predecessore. Estraniante e terribilmente freddo, il nuovo parto mentale di kl.K. e Hth ci porta sui lidi desolati della commistione tra black metal strumentale (e per sua natura privo di orpelli) e un industrial cacofonico e ossessivo, scandito da una musica d’ambiente cupa e marziale.

Un viaggio in un brutto sogno spersonalizzante dove gli effetti sonori si violentano in totale anarchia e la quasi assenza della voce (utilizzata in brevi narrazioni o come se fosse un vero e proprio strumento, tra grida e vocalizzi di vario genere) rende il tutto ancora più ostico, buio e difficilmente riconducibile a una definizione.

Il panorama lirico ricercato esplora le derive più oscure dell’inconscio umano (le tematiche sono prossime ad altri acts come i Blut Aus Nord o i Deathspell Omega) e rappresenta il valore aggiunto di un platter che non vuole essere assolutamente di facile  ascolto o rispondere a esigenze di intrattenimento.

Il duo transalpino continua a fare male e non presenta interesse alcuno ad uscire dalla nicchia underground dove si è generato. Quel piccolo ma invincibile pubblico consumatore delle sonorità sotterranee potrà accogliere la nuova opera dei francesi come un importante tassello di una discografia mai scesa a patti con le logiche del music business.

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Voto recensore
7
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Again 02. From The Darkness To Future Past 03. Kill Again 04. From The Terrifying To The Fascinating 05. The Day Will Definetily Come 06. Soror Mystica 07. Your Flesh Is A Relic 08. The Only One Here 09. The Art To Disappear
Sito Web: http://www.agoniarecords.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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