Laibach – Recensione: Spectre

A ben otto anni di distanza dall’ultimo studio album “Volk” (2006), escludendo il progetto neoclassico “Laibachkunstderfuge” del 2008 e la stesura della colonna sonora del film di fantascienza “Iron Sky”, pubblicata nel 2012, i Laibach sono nuovamente tra noi con “Spectre”. E avevamo una gran voglia di ascoltare del nuovo materiale, considerando il fatto che lo stesso “Volk” era fondamentalmente un disco di cover in cui la band si era messa in gioco rivisitando nel proprio stile gli inni di tredici nazioni.

Dal gruppo sloveno tutto è lecito aspettarsi fuorché qualcosa di prevedibile e ancora una volta i veterani dell’old school EBM non deludono. Attivi dal 1980 e dunque annoverabili tra i pionieri del genere, i Laibach hanno fatto parlare di sé per una controversa estetica che si rifà al totalitarismo storico, dissimulato in realtà dall’appartenenza al movimento artistico-sociale NSK (Neue Slowenische Kunst) caratterizzato dallo studio dell’estetica del potere e dalla presa di distanza dalla necessità dell’individuo di sottomettersi ad esso, rinunciando al singolo a favore del collettivo. Una nozione che peraltro nel disco si palesa splendidamente in “Resistence Is Futile”, dove la voce di Milan Fras, citando i Borg di Star Trek, recita: “We Are The Laibach. You Will Be Assimilated. Resistance Is Futile”.

Una manifestazione estetica che dunque nasconde molto più impegno nel sociale di quanto non si immagini, ben riflesso nelle liriche, soprattutto in un periodo storico fragile e poco costruttivo come quello odierno. Ma cosa ci riserva la musica? Tutto ciò che è Laibach. Ironia, marzialità, rigore, senza rinunciare a momenti orecchiabili o all’intervento di ausili come i cori e gli strumenti classici. L’opener “The Whistleblowers” è una marcia militare fischiettata sulla quale si adagia la voce di Milan, una base elettronica intrigante e un finale wagneriano a base di trombe e piatti. Ideale ponte per un episodio quadrato e ben poco solare come “No History”, interpretato in buona parte dalla voce sensuale ma soprattutto potente di Mina Špiler. L’EBM di annata, lenta e ritualistica la fa da padrona e ritorna più volte durante l’ascolto, ad esempio in occasione di “Americana”, “Eurovision” (pregiata poi dall’ingresso dei cori operistici), “Walk With Me” e la citata “Resistance Is Futile”, un brano che nel suo rigore militaresco non esclude tutte le potenzialità del singolo vincente. Spazio anche a momenti più elaborati e se vogliamo, sperimentali, come nel caso della pompatissima “Bossanova”, vera bossanova per l’appunto, riveduta e corretta in chiave Laibach con una strepitosa Mina e la conclusiva “Koran”, congedo molto dolce che ci lascia respirare dopo l’attacco dell’armata slovena.

“Spectre” non mischia troppo le carte in tavola ma ci riconsegna i Laibach in gran forma e ancora in possesso di tutti quei crismi che ne hanno decretato la popolarità tra gli appassionati del genere.

Voto recensore
7
Etichetta: Mute Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  The Whistleblowers

02.  No History

03.  Eat Liver!

04.  Americana

05.  We Are Millions And Millions Are On...

06.  Eurovision

07.  Walk With Me

08.  Bossanova

09.  Resistance Is Futile

10.  Koran


Sito Web: http://www.laibach.org/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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  1. Koran

    Palloso. 35 anni orsono facevano le stesse cose meglio!

    Reply

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