Sourvein – Recensione: Aquatic Occult

“Aquatic Occult” è il quarto album in studio dei veterani Sourvein, istituzione ultra-ventennale nel panorama sludge americano autrice di pochi  full-length ma dalla discografia disseminata di Ep e collaborazioni. La creatura del grezzo cantante e chitarrista T-Roy (unico membro rimasto dalla formazione originale), torna cinque anni dopo “Black Fangs” con un album che ne rappresenta l’ideale continuazione.

“Aquatic Occult” è, come lasciano intuire il titolo e la sua tracklist, un album dalla natura concettuale legata al mondo marino e ancora una volta esprime la personale combinazione della band tra uno sludge/doom debitore alla lezione impartita dagli anni’70 e un certo hardcore di scuola americana. T-Roy ribadisce l’esigenza di avere un canale espressivo immediato e privo di orpelli. I brani sono brevi, fangosi, affidati a una produzione (opera di Mike Dean dei Corrosion Of Conformity, che suona anche il basso su “Ocypuss”) che ne esalta i lati più fisici e li arricchisce di echi e riverberi.

Tutto perfettamente in linea con il sound di altri brutti ceffi del panorama southern metal a stelle e strisce richiamati dai Sourvein, ovvero Eyehategod, Buzzov*en  e Weedeater, per nominare anche un act più recente. Spazio dunque a quattordici canzoni niente affatto impegnative e che arrivano subito al punto, pronte ad esaltare le graffianti linee melodiche della chitarra e la voce secca e catarrosa di T-Roy, assoluto mattatore del platter che evita un rimpasto della line-up chiamando alcuni amici dalle band Confederate. Oltre a Mike Dean, abbiamo Reed Mullin sempre dai Corrosion Of Conformity, Randy Blythe dei Lamb Of God e dalla madrepatria britannica, Stig Miller (ex-Amebix) e Dean Berry (ex-Iron Monkey).

Album dal sound volutamente sporco e cupo, “Aquatic Occult” ci trascina nel ventre del Leviatano con dei brani dalle strutture ipnotiche e ricorsive. L’extreme blues di “Aquanaut”, le percussioni e le melodie lievemente più ariose di “Mermaids” e il mood misterioso, quasi liturgico di “Oceanic Procession” sono buoni esempi di un album da gustare comunque nella sua totalità. Privo di cedimenti, “Aquatic Occult” testimonia l’ottimo stato di salute dell’ensemble di T-Roy e l’assoluta coerenza con cui il musicista porta avanti questo interessante progetto.

Sourvein - Aquatic Occult

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Tempest (Of Desire) 02. Avian Dawn 03. Ocypuss 04. Aquanaut 05. Hymn To Poseidon 06. Mermaids 07. Urchins 08. In The Wind 09. Cape Fearian 10. Capsized 11. High Tide 12. Bermuda Sundown 13. Coral Bones 14. Oceanic Procession
Sito Web: https://www.facebook.com/SOURVEIN-238932972468/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login