Marillion – Recensione: Sounds That Can’t be Made

Ensemble dalle mille sfaccettature, rinato almeno due volte, i Marillion sono da sempre una band atipica anche per il filone prog rock al quale (non sappiamo quanto volutamente) appartengono dai primi anni ’80; trattati sul nostro portale solo in occasione dell’uscita del ricercato “Marbles” proviamo a portare l’interesse dei nostri lettori su questo “Sounds That Can’t Be Made” un po’ a causa del nuovo contratto con earMusic e un po’ come riconoscenza per una carriera sempre a fuoco e pregna di momenti memorabili ma anche di scivoloni inaspettati.

Lasciati definitivamente da parte gli esordi neo prog dell’epoca Fish i Marillion dal 1988 in poi hanno decisamente cambiato pelle, principalmente per l’avvento dietro al microfono di un artista a tutto tondo come Steve Hogarth che ha marchiato la carriera della band inglese con un imprinting inconfondibile. Questo lavoro segna l’ennesimo cambio di prospettiva per Steve Rothery e compagni senza allontanarsi da quel prog pop rock raffinato presente nella loro produzione degli ultimi vent’anni.

“Gaza” ha un approccio al contempo orientaleggiante e moderno dal sapore vagamente Muse ma non solo: i nostri giocano con l’elettronica creando passaggi industrial/minimalisti originali quanto stranianti. È comunque un bel guanto di sfida all’ascoltatore iniziare con un pezzo di 17 minuti seguito a ruota dalla title track tipicamente Marillion new era con un che di epico ma anche di riconducibile alla tradizione prog (tre pezzi dell’album superano i 10 minuti di durata); H conferma lo stato di forma sentito nel progetto solista con Richard Barbieri e la proposta della band rimane comunque talmente particolare che non sappiamo come trattarla a dovere in questa sede. “Power” è una canzone semplicemente bellissima e pur non elevando “Sounds That Can’t Be Made” al livello dei migliori album dei nostri è un lavoro di tutto rispetto, lo stesso che questi iper professionisti meritano da qualche decade.

Voto recensore
7
Etichetta: earMusic/Edel

Anno: 2012

Tracklist:

01. Gaza

02. Sounds That Can’t Be Made

03. Pour My Love

04. Power

05. Montreal

06. Invisible Ink

07. Lucky Man

08. The Sky Above The Rain


Sito Web: http://www.facebook.com/MarillionOfficial?fref=ts

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. cipmunk

    Assolutamente il recensore è stato anke troppo magnanimo con un disco noioso, banale,povero di idee,.. si bensuonato ma è il minimo sindacale che mi aspetto da musicisti di questa caratura…, ormai solo la notte nel loro letto si sognano i numeri degli anni 80…fish avrà fatto poco…i detentori del nome hanno fatto ancora meno….ma per favore!! meglio ke “certi suoni non vengano proprio fatti”….perdonate lo sfogo ma preferisco ascoltera i RadioHead a questo punto…….Ridicoli…

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