Soulfly – Recensione: Ritual

Ero timoroso nell’affrontare le pieghe dell’undicesimo disco dei Soulfly. La creatura di Max Cavalera dopo la fine della sua avventura nei Sepultura è sempre stata in bilico tra “tradizione ed innovazione”. “Ritual” è radici heavy, corpo groove e scorie nu metal.

L’album (l’undicesimo) parte decisamente bene con la title – track “Ritual”, che picchia come una forsennata nelle vostre orecchie. Punto di forza della canzone il drumming ossessivo di Zyon (figliolo di Max e confermatissimo dietro le pelli) e il chorus carico di energia urlato da Cavalera padre. Decisamente epica (ottimo il lavoro di chitarra di Mark Rizzo) “The Summoning”, che piace per l’urgenza e la struttura lineare che non fa rima con “banalità”.

Belle le “ospitate” di Randy Blythe e Ross Dolan. Direttamente da Lamb of God ed Immolation, i due cantanti impreziosiscono canzoni di spessore come “Dead Behind The Eyes” ed “Under Rapture”.

La prima di deciso taglio slayerano, piace per la carica live che spunta da ogni nota. La seconda invece respira un tono più “malvagio” mischiando aggressività ed assalto hardcore urlato a pieni polmoni proprio da Dolan.

“Demonized” inganna, perché parta con solo una chitarra acustica, dove tutto il talento di Rizzo viene sgranato fino all’esplosione del riff carico di groove. Una canzone aggressiva, che parte come un mid-tempo e che poi esplode in una scarica di energia che sembra quasi voler ricordare certi ambienti musicali del nord Europa.

Decisamente positiva “Blood on The Streets”, dal taglio percussivo e tribale, come buona scuola Cavalera insegna, e che gioca citando le varie anime della band.

Il disco si avvia verso la fine e con “Feedback!” si respira decisamente l’aria di un omaggio al mai troppo rimpianto Lemmy. Una canzone che sembra uscita dal pennino dei Mötörhead e che piace proprio questo. Nessuna vergogna e soprattutto nessun ripensamento, come canta Max “Not a fuckin’ regret”.

Saluti finali, ecco “XI”, che chiude appunto l’undicesimo capitolo della storia della band. Una canzone sospesa, strumentale, dove percussioni chitarre e sax danzano creando una eccellente outro per un disco piacevole.

Non c’è bisogno di chiedere innovazioni a Max per i suoi Soulfy, c’è solamente da sedersi (per il momento) e godersi l’undicesimo capitolo di una saga che tra alti e bassi sta trovando negli ultimi anni una qualità ed una costanza invidiabili.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2018

Tracklist: 1 – Ritual 2 – Dead Behind The Eyes (feat. Randy Blythe) 3 – The Summoning 4 – Evil Empowered 5 – Under Rapture (feat. Ross Dolan) 6 – Demonized 7 – Blood On The Street 8 – Bite The Bullet 9 – Feedback! 10 – Soulfly XI
Sito Web: http://www.soulfly.com/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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