Soto – Recensione: Origami

Se dovessimo individuare un musicista iperattivo di questi ultimi anni in ambito hard n’ heavy il nome di Jeff Scott Soto otterrebbe sicuramente un piazzamento d’onore (insieme al suo compare Mike Portnoy).

Senza star qui a ricordare l’importanza storica e la peculiarità da “animale da palcoscenico” del cantante americano, a non molta distanza dall’esordio del supergruppo Sons Of Apollo, Soto ritorna col suo progetto personale, ultima evoluzione della sua carriera solista (che comunque prosegue con Frontiers); i SOTO sono infatti a tutti gli effetti una band multinazionale (con un importante nucleo brasiliano mutuato dai Tempestt), già arrivata al terzo album e che con questo “Origami” esordisce su Inside Out.

L’album è il primo lavoro pubblicato dopo la tragica scomparsa del bassista David Z (che i SOTO condividevano con Trans-Siberian Orchestra e Adrenaline Mob) e segue i primi due ottimi album (“Inside The Vertigo” e “Divak”) pubblicati molto ravvicinati tra loro; la cifra stilistica è sempre quella di un hard rock molto muscolare che, a melodie vocali di gran presa, contrappone una power unit notevole rappresentata dalle figure del batterista Edu Cominato e dal notevole chitarrista Jorge Salan (possiamo confermare tutto ciò dopo averli “testati” dal vivo).

Il singolo “HyperMania” e la title track sono il migliore dei biglietti da visita proprio per quanto appena scritto col sempreverde Soto a guidare una band dannatamente quadrata.

“World Gone Colder” è un pezzo avvolgente tra riff metal, sezione ritmica alla ricerca di una via alternativa personale al classico accompagnamento il tutto esaltato da una produzione inattaccabile; “Dance With The Devil” è ben più che classico hard rock vista l’attitudine metal portata nel pezzo dalla band mentre questa aggressività è controbilanciata in “AfterGlow” dai fiati e una ritmica funky per un risultato vicino ai migliori Extreme.

Stupisce la longevità vocale di Jeff Scott Soto, da annoverare ancora una volta tra le voci più caratteristice dell’universo hard rock perchè il preformer americano riesce ogni volta a risultare credibile nonostante gli scenari musicali dietro di lui cambino: heavy classico, progressive metal ipertecnico, produzioni teatrali, melodic rock, funky (vi ricordate il suo esordio solista “Love Parade”?) e tutti i generi che è riuscito ad interpretare con quel suo timbro caldo ma potentissimo! E ora, superati i 50 da un bel po’ siamo ancora qui ad apprezzarne l’entusiasmo e la dedizione anche grazie ad una signora band a sospingerlo… long live rock n’ roll.

 

Voto recensore
8
Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2019

Tracklist: 01. HyperMania 02. Origami 03. BeLie 04. World Gone Colder 05. Detonate 06. Torn 07. Dance With The Devil 08. AfterGlow 09. Vanity Lane 10. Give In To Me
Sito Web: http://sototheband.com/site/index.html

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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