Soto – Recensione: Divak

È passato poco più di un anno dal debutto del progetto Soto, ma a sentire questo secondo album pare che molto poco sia cambiato, per non dire nulla. “Divak” è infatti il gemello quasi identico di “Inside The Vertigo”, praticamente uguale nell’indirizzo stilistico heavy e modernista, così come nella tipologia di molte canzoni, che spesso pescano a piene mani dal gusto melodico eccelso che un cantante come Jeff Scott Soto si porta in dote, per costruire ritmiche caricate di groove e riff pesanti.

Se manca quindi quello che era stato l’effetto sorpresa del primo disco, non viene però meno la buona qualità del songwriting, e anche su questo “Divak” sono un buon numero le canzoni che piacciono fin dai primi ascolti.

Weight Of The World” è heavy e potente, con un’inflessione anni novanta nel suono, ma una ritmica pulsante che sa molto di classic metal, e un ritornello dalla melodia in perfetto equilibrio. Ancora più moderna è “Freakshow”, ma sempre caratterizzata da un gusto forte per l’armonia e impreziosita da un assolo molto ben portato.

Tra le nostre preferite c’è poi la ballata malinconica “In My Darkest Hour”, brano in cui emergono tutte le doti canore di Soto, ma anche la qualità di una back band che sa farsi trovare pronta sia nei brani più pesanti che nel rendere le parti più cariche di intensità melodica. Altro bell’esempio di abbinamento tra groove e melodia è “Time”, in cui il coro si apre con un gusto che sa di King’s X, mentre la ritmica di fondo non smette mai di spingere con convinzione, con un finale rabbioso che sfocia in pieno territori metal. Molto bella e più raffinata nell’uso di armonie sovrapposte e un feeling generale più classicamente rock orientede è invece “Misfired”, non a caso scelta come una delle song a far da anteprima all’intero lavoro.

Qualche canzone rimane forse leggermente sottotono, almeno rispetto alla qualità media del disco, cosa che accadeva tra l’altro anche con “Inside The Vertigo”, ma nel complesso “Divak” soddisferà chi ha accolto con favore l’album di debutto, ma terrà ancora una volta lontano gli amanti più oltranzisti del melodic-rock più classico.

jeff scott soto

Voto recensore
7
Etichetta: Earmusic

Anno: 2016

Tracklist: 01. Divak (Intro) 02. Weight of the World 03. FreakShow 04. Paranoia 05. Unblame 06. Cyber Masquerade 07. In My Darkest Hour 08. Forgotten 09. SuckerPunch 10. Time 11. Misfired 12. The Fall From Grace 13. Awakened
Sito Web: http://sototheband.com/site/index.html

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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