Sons Of Apollo – Recensione: MMXX

Mike Portnoy (batteria e voce), Derek Sherinian (tastiere), Jeff Scott Soto (voce), Ron “Bumblefoot” Thal (chitarra e voce) e Billy Sheehan (basso). Basterebbero questi nomi per “santificare” e promuore “senza se e senza ma” il secondo capitolo in studio dei Sons Of Apollo.

“MMXX” si addentra nella complicata strada dell'”evoluzione sonora”, del cambio di pelle sin dalle primissime note di “Goodbye Divinity”, con i nostri alle prese con una intro dai tratti epici per poi partire a testa bassa tra groove e trame spesse.

Quello che colpisce – e che sarà poi fondamentale nell’economia del disco nella sua interezza – è la capacità di Portnoy e Bumblefoot di sostenere il peso della canzone sorreggendo l’uno le trame musicali dell’altro.

Rispetto al debutto “Psychotic Symphony” (la nostra recensione) il piglio del quintetto è ancora più battagliero ed una canzone carica di groove (Il basso di Billy Sheehan!) come “Wither To Black” lo dimostra appieno.

Arrivano poi i “carichi pesanti” dell’album, e la doppietta “Asphyxiation” e “Desolate July” (la seconda dedicata al bassista degli Adrenaline Mob David Z scomparso tragicamente nel luglio 2017 e con lui la tour manager Jane Train ) è piazzata strategicamente per tirare la volata al capolavoro “King Of Delusion”.

Quest’ultima decisamente “intraprendente ed avventurosa”, dove Soto piace per la versatilità e per la capacità di adattarsi e plasmare una melodia convincente senza “subire” la trama musicale estratta dal cilindro dei nostri.

Con “Fall To Ascend” (nella parte strumentale ben più una serie di citazioni dei Dream Theater…) e “Resurrection Day” arriviamo quasi ai titoli dei coda, che arrivano con la suite “New World Today”, unica canzone davvero poco a fuoco di questo secondo album da studio.

In ultima analisi l’impressione è quella di una band che sta provando a “smarcarsi” dai canoni del progressive metal, giocando con la complessità e la pesantezza delle trame musicali. Non un disco perfetto, ma l’idea che si nasconde tra questi solchi è quella di un tentativo di “progressione”, di corsa verso una carriera che può regalare ancora molte sorprese.



Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2020

Tracklist: 1 - Goodbye Divinity (07:15) 2 - Wither To Black (04:44) 3 - Asphyxiation (05:07) 4 - Desolate July (05:58) 5 - King Of Delusion (08:48) 6 - Fall To Ascend (05:06) 7 - Resurrection Day (05:51) 8 - New World Today (15:50)

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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