Sonata Artica – Recensione: Talviyö

Sul decimo e nuovo decimo album in studio dei decani del power metal Sonata Artica stanno piombando diverse critiche, più o meno sensate e costruttive. “Talviyö” (“notte d’inverno” in finlandese, scelto perché suonava bene ed era più particolare dell’uso dell’inglese) segue le tracce del precedente “The Ninth Hour” e se ha una colpa evidentissima è quella di non riportare in auge il power metal degli anni di gloria del gruppo, richiesta che oggi sarebbe assurda per un Tony Kakko che ha scelto deliberatamente di cantare quasi esclusivamente su registri medi e bassi (e che ha perduto un bel po’ di potenza vocale, pur avendo quarantaquattro anni). Ma questo peccato non può essere la colpa, questi sono i Sonata Artica di oggi, fautori di un hard rock melodico con elementi progressivi e melodie molto immediate e “corali”.

Il disco cerca di esprimere in musica la malinconia dell’inverno finnico, con un paio di eccezioni nella strumentale “Ismo’s Got Good Reactors”, basata su una idea vecchia di almeno un decennio e su sonorità allegre, veloci e orientaleggianti e sull’iniziale “Message From The Sun”, unico episodio in cui si fa strada un minimo di velocità esecutiva, con risultati discreti ma non clamorosi. Il resto del platter si dipana tra una sensazione di già sentito (che affiora spesso) e la riproposizione meccanica di uno stile che funziona ancora, ma non regala emozioni autentiche. Non aiuta certamente un suono compresso che sacrifica le chitarre ad un mero accompagnamento in sottofondo, insieme ad un uso troppo invasivo di mille backing vocals che appesantiscono il tutto. Il mid tempo iper commerciale di “Cold” e le ballate acustiche “The Last Of The Lambs” (con un feeling molto new wave anni ottanta) e “The Garden” regalano noia e piattezza, come anche le intuizioni vincenti in “The Raven Still Flies With You”, che si perdono in sette minuti e quaranta eccessivi e troppo pretenziosi. Non mancano i momenti interessanti, soprattutto nella melodia decadente di “Whirlwind” e nella freschezza del chorus di “A Little Less Understanding”, e in qualche tocco un po’ progressive sparso qua e là. Per usare una metafora calcistica, “Talviyö si salva in corner.”

La sensazione finale rimane quella di una band che ha svolto il suo compitino provando a regalare qualcosa di buono ai suoi fans, ma senza più quella urgenza che ha regalato sicuramente grandi emozioni ed un sound innovativo e fresco. Il problema non è l’assenza del “power metal”, ma ammettere il fatto (forse fisiologico) che le idee stanno terminando. Ci sarà una dolce primavera oltre questo gelido inverno?

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2019

Tracklist: 01.Message From The Sun 02.Whirlwind 03.Cold 04.Storm The Armada 05.The Last Of The Lambs 06.Who Failed The Most 07.Ismo’s Got Good Reactors 08.Demon’s Cage 09.A Little Less Understanding 10.The Raven Still Flies With You 11.The Garden
Sito Web: http://www.sonataarctica.info/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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