Solitary Sabred – Recensione: By Fire & Brimstone

Un microburst è un violento e improvviso colpo di vento simile a una tromba d’aria, ma distinguibile da quest’ultima (Wikipedia)”

Tecnica & potenza è il binomio che meglio descrive il ritorno sul campo di battaglia dei ciprioti Solitary Sabred, già autori di buone prove con “Redemption Through Force” (2014) ed il debut “The Hero The Monster The Myth” (2009). I riferimenti stilistici evidenziati nella opener “Servants Of The Elder Gods” sono interessanti: nonostante il mix non risulti sempre filante, la successione di elementi heavy / power / epic / NWOBHM / doom e progressive è un arlecchino divertito, teneramente volubile e sfrontato, sempre capace di gestire ogni genere con quel minimo di competenza richiesta per risultare credibile. In “By Fire & Brimstone” c’è tutto questo e anche di più, perchè alle citazioni di Helstar, Cauldron Born, Omen, Jag Panzer, Slauter Xstroyes e Sanctuary si aggiunge un’attitudine convincente che va oltre il semplice “omaggio” allo US metal: il disco si sviluppa infatti con disarmante spontaneità, rinunciando già dalle prime battute ad un’idea di struttura, in favore di tanti piccoli momenti epici ciascuno dei quali pienamente ascoltabile nella sua breve vita atmosferica.

Anche se nessuno dei nove brani in scaletta può essere definito memorabile, pur nell’accezione più deperibile che l’aggettivo ha assunto nei nostri giorni affamati, la band di Nicosia ostenta un compiacimento ed una sicurezza in grado di nobilitare il materiale oltre le proprie qualità intrinseche: le interpretazioni di Petros Leptos ed il lavoro di chitarre di Demetris Demetriou e Nikolas Moutafis sono densi e convinti, epici dal profondo dello stomaco, e lasciano che sia la loro forma – piuttosto che la sufficiente sostanza – a regalare al disco il proprio quarto d’ora di notorietà. Nonostante linee vocali relativamente deboli che non ingranano mai per davvero, “By Fire & Brimstone” offre quaranta minuti di buon intrattenimento, un po’ per l’imprevedibilità con la quale la band cambia continuamente registro, un po’ per un comparto tecnico sempre in grado di salvare il tutto per il rotto della cuffia. Basta ascoltare la combo “The Scarlet Citadel” e “Fyres Of Koth” per apprezzare come i cinque amino affacciarsi pericolosamente sull’abisso compositivo pronto ad inghiottirli, per tutto quello che succede nell’arco dei quasi dieci minuti di suite: difficile dire se si tratti di disordine, eccessiva articolazione o compiaciuto sofismo, ma sta di fatto che, una volta abbandonata la speranza di un racconto appena più lineare, ogni ritaglio e (banale) assolo diventa ascoltabile, e persino piacevole nella sua elementare prevedibilità.

La conclusiva “Blestem” non fa altro che confermare quanto già sentito: brevi cavalcate epiche, intermezzi atmosferici e parti recitate trovano una qualche formula di convivenza e, qualsiasi sia la sensazione che rimane in capo all’ascoltatore (divertimento, spensieratezza, disorientamento e perplessità sono tutte ipotesi ugualmente percorribili), va riconosciuto ai ciprioti di possedere lo slancio per ammazzare oltre otto minuti con apprezzabile nonchalance, come si conviene ad una band che a distanza di vent’anni dalla propria formazione dimostra ancora piglio, mordente e voglia di suonare dal vivo. Probabilmente più indeciso che geniale, il terzo disco dei Solitary Sabred incarna un concetto tutto suo di personalità, identificandosi con un ammasso in continuo movimento di ritmiche, assoli, falsetti e parti cadenzate di impatto tanto bizzarro quanto tutto sommato discreto (“Disillusions”). Non ho ancora letto il bestseller “La sottile arte di fare quello che c***o ti pare” (Mark Manson, 2017) ma questo disco merita un ascolto se non altro per il modo in cui – almeno a giudicare dal titolo – sembra incarnarne alla perfezione lo spirito.

Etichetta: No Remorse

Anno: 2020

Tracklist: 01. Servants of the Elder Gods 02. Assassins of Carthage 03. Disillusions 04. Invoking the Master 05. The Scarlet Citadel (Chronicles of the Barbarian King pt.I) 06. Fyres of Koth (Chronicles of the Barbarian King pt.II) 07. Psionic Transmogrification 08. IX 09. Blestem
Sito Web: facebook.com/sabredmetal

Marco Soprani

view all posts

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login