Double Action – Recensione: Sokaris

Per capire questo album basta dire che la Breaker, etichetta per cui incidono i Double Action, è di fatto un bene privato di proprietà di Udo Dirkschneider. Ora dal momento che appare assai improbabile che Udo possa aver preso sotto la sua ala protettrice una band che non sia della sua parrocchia, i conti sono presto fatti. I Double Action sono una band tradizionalista all’ennesima potenza. Il loro heavy rock teutonico non si discosta molto dalla ricetta dei padri Accept, anche se della band che fu di Udo e Wolf Hoffmann (che ne è a tutt’oggi l’unico proprietario legale) i Double Action non hanno né la vena compositiva né l’immediatezza. Le canzoni di questo ‘Sokaris’ oltre a manifestare una pochezza di idee pressoché totale, hanno anche la sfortuna di vivere del bisticcio continuo fra la voce di Ronnie Pilgrim e il resto della band. Il catanto infatti spesso appare slegato, fuori dalle righe, incapace di integrarsi e forzata nella tonalità (vabbé che Udo è il capo, ma cercare di emularlo ad ogni piè sospinto appare quanto meno eccessivo). Il brano che vale l’ascolto del disco è la cover del classico dance ‘Hot Stuff’ (quella dello strip di ‘Full Monty’ per intenderci), proprio perché non opera dei Double Action. La band in verità non suona affatto male, ma la sterilità della proposta alla fine ammazza ogni velleità d’ascolto. Una volta si diceva che questi erano i dischi da ascoltare in macchina… oggi nemmeno più quello. No way…

Voto recensore
4
Etichetta: Breaker / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: Tracklist: Awakening Of Sokaris / Sokaris / Hard Days / Bloody Sights / Hot Stuff / Take My Hand / Revelation / Burning Nights / Another Life / Old Sparky / Rats / I want Out / Another Life (radio edit)

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