Soen – Recensione: Lykaia

Ero davvero incuriosito di sapere se i Soen, in occasione dell’importante traguardo del terzo lavoro, sarebbero riusciti ad infondere un po’ di personalità ad una proposta formalmente ineccepibile (è sempre un piacere ascoltare il drumming di Martin Lopez così come i contrappunti tastieristici vintage di Lars Åhlund) ma anche oscenamente derivativa.

E niente da fare purtroppo, perché a quanto pare i demoni di Tool e Opeth sono ben più che presenti già da “Sectarian” o su “Opal”; le linee vocali riescono comunque ad essere un po’ differenti nella loro immediatezza e non possiamo non notare echi della tradizione hard rock svedese spruzzati qua e là.

Il nuovo chitarrista, nonché produttore, Marcus Jidell, nonostante esperienze variegate con Royal Hunt, Evergrey e, ancora attualmente, Avatarium (insieme alla moglie Jennie-Ann Smith) si adegua ad un metodo compositivo che sembra davvero quello di una cover band (“Orison”); anche la pseudo ballad “Lucidity” ricorda l’approccio al retro rock degli ultimi Opeth e di band come i Rival Sons, però almeno il risultato finale è più personale. Anzi in “Jinn” i Soen provano a camminare con le loro proprie gambe per una canzone dall’aura doom ma comunque con la melodia ben in evidenza.

Il cordone ombelicale però evidentemente è duro da tagliare, perciò senza correre ulteriori rischi gli svedesi tornano a copiare le ritmiche di Danny Carey e Co. su “Sister” sprecando un talento musicale che avrebbe davvero altra potenzialità che purtroppo non intravediamo nemmeno in questo “Lykaia”.

In attesa che i Tool si rifacciano vivi (anche se molti hanno ormai perso le speranze) molti fan possono gustarsi questo loro surrogato in salsa europea e non la band che molti catalogano ancora come appartenente al genere rock progressivo e che avrebbe addirittura trovato “una formula personale” col precedente “Tellurian”. Niente di tutto ciò.

Voto recensore
6
Etichetta: UDR Music/Warner

Anno: 2017

Tracklist: 01. Sectarian 02. Orison 03. Lucidity 04. Opal 05. Jinn 06. Sister 07. Stray 08. Paragon 09. God’s Acre
Sito Web: http://soenmusic.com/

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Alessio

    Voglio difendere quest’album perchè non sono d’accordo con la recensione. I SOEN li avete sempre criticati fin dagli esordi (vedi recensioni precedenti) accusandoli addirittura di plagio nei confronti dei Tool. Cosa significa Alberto essere un gruppo “derivativo” ? Allora gli “ADAGIO”, TANTO OSANNATI NON SONO FORSE UN GRUPPO DERIVATIVO DEI SYMPHONY X? Pensate a quanti gruppi Prog metal, seguendo la stessa linea usata da voi contro i Soen, dovrebbero essere declassati perchè derivativi dei DREAM THEATER !Ce ne sarebbero una ventina almeno. Il fatto di prendere spunto dai Tool (ormai spariti quasi definitivamente dalle scene) per realizzare composizioni personali e stupende meriterebbe ben altra considerazione. Infatti tutte le altre testate hanno promosso quest’album a pieni voti !

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  2. Alberto Capettini

    Si è sempre nell’ambito dei gusti personali! A tal proposito devo riconoscere di aver mutato in positivo il giudizio su questo album dopo avergli dedicato svariati ascolti, quindi capisco la tua “incazzatura”. Altre considerazioni che hai fatto lasciano un po’ il tempo che trovano ma prendiamo atto dello sfogo! Ciao

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