Okkultokrati – Recensione: Snakereigns

Blackened hardcore-punk, gli osloensi Okkultokrati descrivono così il proprio rutilante sound, figlio illegittimo di Motörhead , Darkthrone e primissimi Voivod, tanto per chiamare al banco dei testimoni qualche nome illustre.

“Snakereigns”, loro secondo full-length via Fysisk Format, dopo il buon “No Light For Mass” (2010), è infatti un coacervo di grezzo spirito anarcoide, rumore e satanismo di provincia, proprio come i loro compagni di merende Haust e Blackest Woods.

Inquieti e inarrestabili (macinano mediamente due uscite ufficiali all’anno, tra Ep e split) i quattro Okkultokrati seguono tanto il verbo dell’oscuro signore, quanto quello del minimalismo r’n’r, come si può notare dai riffoni grezzi e groovy del chitarrista BlackRace, capace di dare un senso compiuto sia alle scorribande più svelte e violente (“No Ouroboros”, “I Thought Of Demons”, “Let The Sun Receive Her King”), sia alle composizioni pesanti e quadrate come un panzer (“Invisible Ley”, “Acid Eagle One”, “We So Heavy”), dando vita a una dinamica alternanza di ritmi e scenari, ben interpretata dal vocione roco di Black Qvisling, che di certo non permette di annoiarsi.

Gli aspetti positivi più salienti della compagine norvegese sono soprattutto due: non si prendono troppo sul serio e sono bravi in quello che fanno, un combinazioni inconsueta ma dannatamente efficace nella produzione di intenso e appagante metallo pesante.
Tanto basti.

Voto recensore
7
Etichetta: Fysisk Format

Anno: 2012

Tracklist:
1. No Ouroboros 03:33
2. Snakereigns 01:46
3. Invisible Ley 05:55
4. I Thought Of Demons 03:03
5. Acid Eagle One 07:23
6. Unconscious Mind 02:40
7. We So Heavy 07:25
8. Let The Sun Receive Her King 03:16
9. Nothing Awaits 02:21

Sito Web: http://www.myspace.com/okkultokrati

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