Light Pupil Dilate – Recensione: Snake Wine

Gruppo inclassificabile Light Pupil Dilate! Difficilmente inseribili nei codificati "filoni" del nostro genere preferito, ma ad ogni modo accostabili (per certi versi) al nuovo progressive metal "alternativo" di Mastodon e Baroness. Inflessioni tipicamente hard rock che si miscelano ad un’attitudine tipicamente "metallica", rendono la track list di "Snake Wine" molto eterogenea, ma avente la costante di una convulsione sonora caratterizzata da stop and go, tesi a disorientare l’ascoltatore ripetutamente. Tanta carne al fuoco che esprime una certa perizia esecutiva (lode al batterista Michael Green, un vero asso delle "rullate"), ma con il limite di una certa voglia di strafare che rende i singoli pezzi slegati in alcune parti. Invero anche vocalmente il lavoro dei nostri risulta migliorabile, sicuramente anello debole di tutto l’insieme. Il tomo, co-prodotto egregiamente da Matt Washborn (di fama Mastodon), spazia da atmosfere pseudo tooliane ("Big Open"), intrecciando parentele sia con certo hardcore alla maniera dei Baroness ("Phlebitis"), che a pericolosi ammiccamenti emo alla Haste The Day ("Boundary Dissolution"). Dunque tanta abbondanza che rischia però di minare le canzoni, anziché valorizzarne i singoli passaggi strumentali. La speranza è che in un prossimo futuro, il terzetto originario di Atlanta saprà mettere un freno al proprio ego, creando le giuste alchimie che connettano perfettamente un songwriting variegato ad un’omogeneità d’intenti. "Selfless", a metà percorso, rimane esaustiva in tal senso. Sicuramente una band da tenere d’occhio.

Voto recensore
6
Etichetta: Lifeforce / Andromeda

Anno: 2008

Tracklist: 01. Prana
02. Twinkly
03. Poly Viral
04. Big Open
05. Selfless
06. Phlebitis
07. Shower Me With Your Love
08. Boundary Dissolution
09. Dive

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