Ufomammut – Recensione: Snailking

Ipnosi: stato provocato artificialmente, caratterizzato da un notevole aumento di suggestionabilità nei confronti della persona che lo ha provocato.

Ci sono gruppi che sono nati per azzeccare ogni scelta che fanno. Che possono mescolare gli ingredienti più disparati, i sapori più stridenti, le atmosfere più lontane mantenendo una naturalezza fuori dal comune. Gruppi che non hanno paura di rischiare, perché sanno di poterlo fare; perché camminare sull’abisso non e’ un rischio, ma una nuova esperienza. Aggiungete pure gli Ufomammut, indovinato anche il nome, alla vostra lista di band che rispondono alla descrizione appena fatta.

L’ultima fatica, ‘Snailking’, è un immenso calderone sonoro, in cui ribollono riff pesanti e lenti come magma e da cui saltuariamente emergono vocals che non fanno niente per cercare di assomigliare ad un cantato umano.

Artificio: uso dell’arte per ottenere un determinato fine.

Brani lunghi, spaziali, a tratti onirici. La mezz’ora scarsa della conclusiva ‘Demontain’ è una sorta di summa di quanto appare nelle sette canzoni precedenti: Electric Wizard a spasso con Neurosis e Sleep, dopo una sbronza dolorosissima a base di Hawkwind e Pink Floyd. Gli Ufomammut sono tutto questo ma anche molto di più. Il deflagrare sludge delle ritmiche, i viaggi acidi dello space rock, l’incedere monolitico del doom, gli sprazzi di melodie decadenti, infatti, sono solo alcuni dei colori che abbelliscono questi otto tasselli, che fanno parte di un immenso mosaico sonoro che non aspetta altro che essere decostruito.

Suggestione: viva impressione, intenso fascino.

Voto recensore
9
Etichetta: The Music Cartel / Brainstorm

Anno: 2004

Tracklist: 01. Blotch
02. Hopscotch
03. Lacrimosa
04. Odio
05. God
06. Alcool
07. Braindome
08. Demontain

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