Lynch Mob – Recensione: Smoke And Mirrors

L’hard rock ha un vantaggio strutturale sugli altri generi del rock/metal: coniugando per indole energia, melodia e abilità strumentale, apre il proprio raggio d’azione a possibilità interpretative quasi inesauribili. Non è infatti un caso che quando l’insieme è ben fatto e ricco di pathos riesce ancora ad emozionare con una freschezza comunicativa che altrove non si riscontra. Dimostrazione pratica che nell’hard, hard & heavy, rock melodico, etc… a contare molto sono il “chi” e il “come”, ovvero la capacità di trovare la chiave di resa più giusta per far scintillare sound e singole canzoni sopra a mille costruzioni simili e prodotti equivalenti. Tutta sta manfrina per dire che il nuovo lavoro del “vecio” George Lynch è una vera manna dal cielo per i maniaci dell’hard deluxe. Ripreso a corte il bravissimo singer Oni Logan e completata la formazione con Marco Mendoza e John Coogan il nostro riesce a costruire un prodotto di gran valore che si colloca ai primi posti delle uscite di genere nell’anno in corso. La forza di “Smoke And Mirrors” è soprattutto quella di far godere l’anima con composizioni immediate e variegate, accendere il cervello con moltissimi particolari in fase di arrangiamento e arricchire il tutto con un lavoro chitarristico di prim’ordine. In realtà quasi tutto il disco si assesta su posizioni di grande qualità, ma ad entrare subito in circolo sono brani rockeggianti come “21st Century Man”, “Revolution Heroes” e “My Kind Of Healer”, standard senza tempo che attraversano tutta la storia del rock per ripresentarsi come nuovi ad una semplice spolveratina. Non mancano passaggi dal gusto fuori dai canoni di genere come la suadente e psichedelica (un po’ Hendrix, un po’ Black Sabbath) “Let The Music Be Your Master”, ma anche la più alternativa “Time Keepers”, splendido esempio di come si possa coniugare senza forzature il classic hard rock con sonorità e melodie al passo con i tempi. Un processo che si ripete in realtà molto spesso: soprattutto nella ricerca di accostamenti tra ritmiche dal sound greve e armonizzazioni contrastanti. Basta questo “trucchetto” (e una dose di classe fuori dal comune) a far risplendere brani formalmente banali come “Madly Backwards” e “We Will Remain”. Se amate certe sonorità hard ad ampio spettro e il chitarrismo eseguito con tecnica e sentimento, non avete che da buttarvi a pesce su questa uscita..

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers

Anno: 2009

Tracklist: 01. 21st Century Man
02. Smoke And Mirrors
03. Lucky Man
04. My Kind Of Healer
05. Time Keepers
06. Revolution Hero
07. Let The Music Be Your Master
08. The Phacist
09. Where Do You Sleep At Night?
10. Madly Backwards
11. We Will Remain
12. Before I Close My Eyes
13. Mansions In The Sky
Sito Web: http://www.myspace.com/lynchmobrocks

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